Beni per oltre 90 milioni di euro sono stati confiscati dalla Dia (Direzione Investigativa Antimafia) di Napoli in Lazio e Campania ad aziende e personaggi contigui al clan dei Casalesi. La confisca è stata disposta dal Tribunale di Frosinone ed è una delle più grosse ai danni delle organizzazioni camorristiche che operano nel Lazio. Fra i beni confiscati vi sono venti società, beni strumentali, immobili, mobili registrati, due ditte individuali, 26 fabbricati, 28 terreni, 19 veicoli tra cui tre Ferrari e 114 conti correnti, depositi e rapporti finanziari.

L’operazione “Verde Bottiglia”, che prende il nome da una Jaguar di quel colore regalata al boss Francesco Schiavone, soprannominato “Sandokan”, appassionato di quel tipo di vetture di lusso. I beni vennero sequestrati nel marzo del 2011 a Gennaro De Angelis, di 69 anni, Aladino Saidi, di 35 anni, e di Antonio Di Gabriele, di 68 anni, ritenuti elementi contigui al clan dei Casal di Principe. Secondo quanto riferito dai collaboratori di giustizia – fra tutti Domenico Bidognetti, elemento di vertice del clan dei Casalesi e luogotenente di Francesco Bidognetti, soprannominato “Cicciotto ‘e mezzanotte” – l’ottimo rapporto tra De Angelis, ormai ultratrentennale, fu suggellato proprio da questo regalo che De Angelis fece a Schiavone.

Gennaro De Angelis, legato da vincoli di parentela con Schiavone, ha rappresentato per lungo tempo il punto di riferimento del clan dei Casalesi nel basso Lazio, dove si era trasferito all’inizio degli anni ’70. Li’, fanno sapere dalla Dia, si è occupato delle attività estorsive, truffe, riciclaggio, ricettazione e, soprattutto, dell’import da altri Paesi UE di autovetture evadendo l’Iva. Procurò anche le armi usate nella guerra intestina al clan tra le fazioni “Bardellino” e “Schiavone”. Infine, per conto del clan, investiva i capitali del clan. Aladino Saidi, a cui è contestato il trasferimento fraudolento di valori, era specializzato nelle frodi all’Erario. Antonio Di Gabriele, invece, era l’uomo di fiducia e prestanome di De Angelis. I beni si trovano a Castrocielo (Frosinone), Cassino (Frosinone), Campoli Appennino (Frosinone), Sora (Frosinone), Arce (Frosinone), Rocca di Mezzo (L’Aquila), Gaeta (Latina), Arpino (Frosinone) e a Roma.

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