Il comandante provinciale dei carabinieri di Caserta, Crescenzio Nardone, smentisce che all’origine della sparatoria nella caserma di Mignano Monte Lungo ci sia un movente passionale. “Stiamo lavorando per ricostruire l’accaduto – ha detto – ma escludiamo questo tipo di movente”.

La dichiarazione del comandante dei carabinieri di Caserta Crescenzio Nardone, è stata fatta poco fa ai cronisti raccolti davanti alla caserma di via Piante. In caserma insieme ai vertici proviniciali e regionali dell’Arma c’é il pm della procura di Cassino Arianna Armanini. L’ufficiale dei carabinieri non ha risposto alle domande dei giornalisti, ma si è limitato ad una breve dichiarazione. “Pensiamo anzitutto alle famiglie dei militari che vivono una tragedia – ha detto – e stiamo cercando di capire e di ricostruire la dinamica esatta dell’accaduto. Escludiamo però il movente passionale e stiamo facendo accertamenti più rigorosi anche per tutelare le famiglie da possibili gesti morbosi. Dobbiamo accertare l’accaduto, al momento anticipare qualunque ipotesi investigativa è impossibile”. Secondo il colonnello Nardone sarebbero stati due i colpi esplosi in caserma, ma testimoni, hanno riferito ai giornalisti di aver udito tre colpi di arma da fuoco. Alla domanda di un giornalista se prima della sparatoria i due militari avessero condotto un inseguimento l’ufficiale non ha risposto. In mattinata fonti riservate avevano indicato il movente passionale all’origine dell’accaduto. Il maresciallo,comandante della stazione di Mignano Montelungo Angelo Simone, di 52 anni, era separato padre di due figlie, il maresciallo in seconda Tommaso Nella, di 40 anni, lascia una figlia di 12 anni.

 

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