”Sono stato vittima di un atto di bullismo, mi sono solo difeso da un’aggressione di tante persone e non credevo di aver colpito Emanuele”: lo ha detto oggi il ragazzo – A.V., di 17 anni – al Gip del Tribunale dei Minori di Napoli nel corso dell’udienza di convalida del fermo disposto lunedi’ dal pm Maria Di Addea per l’omicidio di Emanuele Di Caterino, 15 anni.

”Domenica sera – ha detto il ragazzo – ho accompagnato la mia fidanzata a casa, quindi sono andato in via De Chirico ad Aversa per incontrare degli amici. Li’ c’era un gruppetto di una decina di ragazzi, tra cui anche Emanuele che io non conoscevo. Appena mi hanno visto – ha riferito – hanno cominciato a fare i bulli; uno dei ragazzi con il casco ha sfondato il parabrezza della mia Smart, poi mi hanno accerchiato picchiandomi, quindi un altro ha estratto un coltello. A quel punto glielo ho strappato di mano e poi ho colpito alla cieca senza accorgermi di nulla. Volevo solo salvarmi. Non so che fine abbia fatto il coltello, ma non era mio. Mi sono rimesso in auto ma non mi sono fatto trovare a casa. Poi i carabinieri mi hanno rintracciato con l’aiuto dei miei genitori”. Al termine dell’udienza, il gip ha convalidato il fermo e ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere

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