Con il completamento della lista delle regionali della Campania è tempo di voti in casa Pd Caserta. L’ultima casella mancante, l’ottava, è stata riempita da Lucio Molinari, ex procuratore capo e presidente del Tribunale Militare di Capua. Lo scorso marzo entrò in segreteria e gli fu assegnata la delega alla Legalità dal leader provinciale dem Emiddio Cimmino. E proprio l’ex sindaco di San Tammaro si è speso per buttare nella mischia un nome autorevole come quello di Molinari. Questi gli altri, già noti, candidati democrat: i consiglieri regionali uscenti Stefano Graziano e Gennaro Oliviero, l’ex senatrice Lucia Esposito, Massimo Schiavone, Annamaria Sadutto, Antonella D’Andrea, Gerardina Martino e appunto Lucio Molinari. Passiamo alle pagelle.

Emiddio Cimmino – Voto 10 e lode: fino a quindici giorni fa la lista ruotava di fatto e nei numeri soltanto attorno a Graziano e Oliviero. Per chi capiva un briciolo di legge elettorale regionale e masticava un minimo di politica era evidente che il Pd avrebbe incassato un solo seggio. Mentre quasi tutti pensavano agli interessi di bottega,  Cimmino, che ad un certo punto è apparso anche a noi dormiente e refrattario a qualsiasi stimolo, si è rimboccato le maniche. Ha rinunciato alle vacanze e ha messo a segno 8 gol su 8 tiri. In una partita tutt’altro che facile. Comporre una lista con 4 maschi era fino a ieri una chimera. In campo ci sono due “mostri” come Graziano e Oliviero. Ottenere il via libera da due candidati uomini era come chiedere al diavolo di fare da chierichetto. Il segretario provinciale non solo è riuscito nell’impresa ma ha anche eseguito alla perfezione un triplo salto carpiato con il massimo coefficiente di difficoltà: oltre a quelli degli uscenti, ha convogliato nella lista Pd due nomi autorevoli come quelli di Schiavone e Molinari, ha allargato la base elettorale del partito (ora due seggi sono praticamente sicuri) e ha mantenuto la parola assunta con le candidate in gonnella di allestire una squadra composta da 4 maschi e 4 donne. Cimmino sta ridendo sotto i baffi pensando a chi l’ha sottovalutato. Mai come stavolta calza a pennello il detto “ride bene chi ride ultimo”. Impeccabile.

Stefano Graziano – Voto 9: Campania Notizie aveva messo tutti sul chi vive rispetto al “pericolo” delle zampate del Signor Sottile. Previsioni azzeccate. Il presidente della commissione regionale Sanità sta vivendo un momento di grazia. Un po’ per episodi fortunati, molto per sua bravura politica. È un capolavoro la mossa del cavallo che ha convinto Schiavone, una volta fuori da Noi Campani, a scendere in pista col Pd. Una mossa geniale che ha consentito a Graziano di fare scacco matto a Oliviero e ha garantito al partito di mettere al sicuro il secondo seggio, ripetiamo, fino a due settimane fa un miraggio. Un paio di mesi fa il Signor Sottile ha anche posto un argine alla possibile deriva di Antonella D’Andrea sulla sponda del consigliere regionale Giovanni Zannini. La cugina dell’eurodeputata dem Pina Picierno era in procinto di candidarsi nella lista De Luca Presidente. Poi è arrivato il recente e clamoroso dietrofront del sindaco di Casapesenna Marcello De Rosa, che era in lizza con Noi Campani. In questo caso più buona sorte che bravura. Ma come si dice? La fortuna aiuta gli audaci. E Graziano ha osato. Facendo spazio a Schiavone ci ha rimesso, all’ingrosso, un paio di migliaia di voti. Ha preferito ragionare politicamente in grande. Scacco matto. Partita stravinta.     

Gennaro Oliviero – Voto 6 meno meno: Lo Squalo Buono ha iniziato benissimo, ma via via ha in parte scalfito quello che è riuscito a costruire con pazienza e lavoro. Prendiamo due vicende opposte e al tempo stesso emblematiche. Il ticket con Lucia Esposito era una decisione elettoralmente intelligente per tentare di “uccidere” o “ferire gravemente” l’amico-rivale Graziano. Ma poi il timoniere della commissione Ambiente ha fatto un casino tirando dal cilindro Eugenia D’Angelo. Un colpo di magia inspiegabile sotto il profilo politico, elettorale e (anche) estetico. Bigotti, finti benpensanti, è una battuta, finiamola con questa storia del sessismo anche quando non sta né in ciel né in terra. È consentito sfottere il governatore della Liguria Giovanni Toti perché assomiglia all’Orso Yoghi mentre si grida allo scandalo se si definisce un politico donna un brutto anatroccolo. Per quale ragione? E dove sta scritto che un politico donna è capace e competente già solo in quanto tale? Questo è il vero sessismo. Per noi, ma per tutto il Pd del mondo, la Esposito ha le doti per far parte del parlamentino campano, a differenza della D’Angelo che si è dimostrata decisamente deludente anche come consigliere comunale di Aversa. Egregio onorevole Oliviero, ma che ha combinato? Da dove l’è venuta l’idea (già di per sé politicamente ed elettoralmente delittuosa) di indicare, seppur con scopo interdittivo, la D’Angelo? Sul caso Schiavone il consigliere regionale ha molte più attenuanti. Però avrebbe comunque dovuto respingere l’offensiva di Graziano con maggiore lucidità.

Dichiarare guerra ai “Casertani” che senso ha? Attaccare il sindaco della città capoluogo Carlo Marino e l’assessore Franco De Michele sulla presidenza dell’Eic (Ente idrico campano) è un suicidio. E anche ridicolo. De Michele fu eletto alla guida dell’ente strumentale avendo contro Silvio Sasso, sostenuto proprio da Oliviero. Ancor più grave è che in campagna elettorale un circolo, quello di Sessa Aurunca, si scagli contro elementi di spicco del Pd criticandoli aspramente come se fossero componenti di altri partiti. Su Caserta città c’è un altro aspetto da tenere ben presente. La maggioranza non è solidissima. Un candidato alle regionali diretta emanazione del sindaco accenderebbe la miccia che farebbe saltare tutto in aria. Va detto che Marino è politicamente anaffettivo, nel senso che non fa troppa distinzione tra centrodestra e centrosinistra, ma chiedergli di indossare il vestito da fesso e fargli pure dire che gli sta bene è un po’ troppo. Come si fa a non comprenderlo! Oliviero non l’ha voluto capire probabilmente sull’onda emotiva del colpo subito dall’operazione Schiavone. Grave errore per uno squalo, seppur “buono”, che dovrebbe avere sempre sangue freddo. Ma uno come lui ha tutto il tempo e le capacità per rimediare. Per ora, poco razionale.

Camilla Sgambato – Voto 8: L’ex parlamentare ha indicato Annamaria Sadutto, un nome autorevole, donna in gamba e professionista apprezzata. Molto conosciuta e stimata nell’Ordine degli avvocati del Foro di Santa Maria Capua Vetere. Pesca anche fuori dal Pd, voti che come già detto valgono doppio, e inoltre può essere una risorsa importante per il partito in proiezione futura, quando i dirigenti dem si decideranno una volta per tutte a sedersi attorno a un tavolo per ricostruire un soggetto politico credibile. In questa fase la Sgambato se l’è cavata molto bene. Tanto di cappello.

Pina Picierno – Senza voto: nella partita delle candidature l’eurodeputata non è pervenuta. La discesa in campo della cugina D’Andrea è poca roba per chi alle europee dell’anno scorso ha ottenuto ben 79.248 preferenze. La Picierno, che sulla scorta del risultato elettorale faceva ben sperare su un suo maggiore radicamento territoriale, sembra di nuovo allontanarsi anni luce dalla Terra… di Lavoro per le notti romane. Dolce vita.     

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