di Nicola del Piano – L’interpretazione delle norme è spesso soggetta a divergenze dettate dagli umori del momento e dai capricci della politica. Essa, da potenziale strumento di pacifica convivenza tra gli uomini, può divenire il braccio di ideologie illiberali e distruttive della stessa natura umana.

E’ già successo e può ancora accadere. Urge, pertanto, guardare al Diritto secondo la sua funzione, e non lasciarsi condizionare da un relativismo dilagante e da una visione ristretta dell’esistenza umana, relegata al momento attuale. E’ il compito che spetta al giurista che non deve vedere nella norma la semplice applicazione di un comando o di un divieto dell’autorità.

Le leggi, anche quelle apparentemente più non incidenti e scollegate dalle altre, fanno parte necessariamente di un disegno, la cui sostanza, bella o brutta che sia, non può presentarsi agli occhi del legislatore solo in un secondo momento, ma deve essere ben chiara sin dall’inizio. E’ ciò che investe la sociologia giuridica, la politica criminale e tutto quello che ruota attorno al Diritto, quale mezzo di conoscenza e di soluzione delle vicende umane. E’ la natura stessa del Diritto, la sostanza rappresentata dai principi generali.

E’ di questi giorni l’esame al Senato del disegno di legge Scalfarotto sull’omofobia. Esso vorrebbe inserire un delitto di opinione, secondo cui chiunque manifesta idee che «istigano alla discriminazione» nei confronti di omosessuali e transessuali è punito con la reclusione fino a un anno e mezzo. Se partecipa ad associazioni che promuovono queste idee, la pena sale fino a quattro anni, mentre chi addirittura fondasse o dirigesse tali associazioni rischia di rimanere in prigione sei anni. Sarà considerata “discriminazione” qualsiasi  posizione che va contro il potere del mondo lgbt, oramai radicato nelle redazioni dei giornali e delle tv, nelle stesse aziende come dimostra il caso Barilla e quello di Brendan Eich, l’amministratore delegato di Mozilla, costretto a dimettersi per avere contribuito con mille dollari alla campagna in difesa del matrimonio naturale in California in occasione del referendum nel 2008. Qualsiasi posizione, dunque, contro un potere subdolo e violento, segnato dall’odio contro tutto ciò che è secondo natura.

Naturalmente, quel che qui si sta scrivendo non ha nulla a che vedere con i comportamenti privati di ognuno; al contrario, ciò contro cui ci si batte è il modello relativista che, nel sonno della ragione, viene portato avanti e che non riguarda singoli aspetti individuali, ma che ha a che fare con il diritto pubblico.

Quel che questo disegno di legge attua è il tentativo di imbavagliare, come nelle dittature più feroci, chiunque la pensi diversamente. Il rischio è che presto sostenere che il comportamento omosessuale, come insegna il «Catechismo della Chiesa Cattolica» è «intrinsecamente disordinato» e «in nessun caso può essere approvato» ovvero opporsi al «matrimonio» o alle adozioni omosessuali configurerà una fattispecie penale.

E’ in atto, dunque, la costruzione ed il perseguimento di un “disegno giuridico” che porterà a risultati tremendi e nefasti, contro il quale è necessario opporsi fermamente. I passi successivi saranno, infatti, come affermato dallo stesso on. Scalfarotto, il matrimonio omosessuale e, successivamente, l’adozione di bambini da parte delle coppie dello stesso stesso.  Con tutto quello che ciò significa sul piano sociologico, la trasformazione quindi di un modello di vita, un attentato vero e proprio contro la famiglia.

 

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