Modello Spagna. Sarà un duplice esame quello che attende la nazione di Prandelli contro gli iberici campioni del mondo in carica. Al di là del gioco e dell’inserimento di qualche nome nuovo, il commissario tecnico vuole vedere progressi importanti nella personalità e nel livello del gioco, una filosofia che deve prendere spunto proprio dalo stile inaugurato dala Spagna, fatto di possesso palla, palleggio ed aggressività. “Voglio vedere personalità e coraggio nel recuperare il pallone. E poi giocarlo. Sono curioso di capire a che punto siamo. Certo la Spagna parte avvantaggiata da un lavoro fatto negli anni che parte addirittura dalle nazionali minori. Ma questa partita serve proprio a questo”. Proprio il tipo di gara che aspetta l’Italia porta Prandelli a rispondere al tecnico viola Mihajlovic (“Dice di voler bene alla Fiorentina, ma convoca i giocatori di B e non i nostri” aveva detto il serbo). “Gilardino è tra i migliori al mondo per un gioco in profondità – dice il c.t. – e con molti palloni in mezzo all’area. Contro la Spagna avevo bisogno di attaccanti con altre caratteristiche. Palombo non è un giocatore di serie B, ed Ogbonna ha mezzi straordinari”. Più fresca la polemica sul premio ricevuto ieri sera da alcuni tifosi viola a Coverciano. “Ero in camera alle 22 quando ho saputo di alcuni ragazzi che mi volevano dare un tapiro (una statuetta di un golfista viola) per aver perso a golf contro Antognoni. Non è stato un incontro istituzionale, ma una bischerata. Questi ragazzi fra l’altro mi avevano dato una targa prima della gara contro le Far Oer. La reazione che questa cosa ha suscitato mi pare eccessiva, ricevo premi o targhe in molte città come accadde a Modena o Genova. Lo rifarei, anche solo per educazione”.Il discorso scivola poi sul milanista. “Faccio i complimenti al Milan perché Antonio ha già perso 3 chili e mezzo dall’inizio del ritiro. Sapeva di dover perdere peso, e lo sta facendo. Se gli ho consigliato di andare a giocare con continuità? Assolutamente no. Il discorso vale per tutti i calciatori, ognuno sa da solo cosa deve fare. Dissi che per venire in Nazionale serve essere in condizione, e giocare con continuità aiuta. Ma il campionato farà le scelte e potranno esserci anche casi di giocatori impiegati meno convocati”.

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