É una tifoseria depressa, amareggiata quella che dagli spalti dello stadio ”Romeo Menti” di Castellammare di Stabia (Napoli), ha seguito sotto una pioggia incessante la partita più umiliante del campionato, giocata e persa in 11 contro 10. ”Era una cosa mai accaduta” commenta un tifoso della Juve Stabia. Nessuna contestazione plateale, c’è rassegnazione tra i supporter delle Vespe, battute 1-2 in casa contro il Brescia. I tifosi chiedono una rivoluzione a gennaio, per tenere acceso almeno il lumicino della speranza fino a maggio. E, soprattutto, chiedono che venga ”onorata la maglia”.

”La mia richiesta, da appassionato, al di là del risultato dopo tutto il girone di andata – spiega Tonino Ercolano, uno dei capi storici della Curva Sud – è che tutti, i tifosi, la squadra e la dirigenza continuino con dignità a onorare la maglia, per amore di Castellammare di Stabia e al di là dei punti in classifica”. ”Poi, per le prospettive future – prosegue Ercolano – qualcuno ci deve dare una speranza. Non so se il presidente Franco Manniello se la sente. Che il campionato vada bene o male sono cose della vita, possono succedere. Ma non posso pensare che ci si abbatta del tutto, che si parli di un fallimento inevitabile. Un miracolo può sempre verificarsi. Questa tifoseria sa partecipare nel modo migliore all’evento che dovrà affrontare: la salvezza o la retrocessione. Il meglio di noi stessi l’abbiamo dimostrato anche oggi, applaudendo all’uscita un calciatore avversario, Caracciolo, che aveva segnato un bel gol, sorprendendoci”. Quindi, sulla ipotesi invocata dai tifosi di un ritorno di Braglia, che conosce la squadra e potrebbe restituire fiducia ai più rimasti legati all’ex allenatore, Ercolano afferma: ”Sfonda una porta aperta. Sono un sostenitore di Braglia, ma non sarebbe giusto nei confronti di Pea, l’allenatore attuale” e aggiunge: ”Oggi tutto dipende dalle tasche del presidente. Devo sperare che la squadra abbia un obiettivo, un piano A e un piano B. Spero che abbiano un piano, credo che lo abbiano. Noi tifosi stiamo qua. E abbiamo dimostrato in che modo”

 

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