Danila D’Angelo

Qualche giorno fa l’ennesimo intervento a gamba tesa di Alfonso Oliva con l’ingerente monito al nucleo di valutazione di “analizzare con la massima attenzione le performance dei dirigenti comunali”. Nelle ultime ore la nota del segretario generale Maria Grazia Fontana che contesta alla dirigente dell’area tecnica Danila D’Angelo presunti ritardi nella conclusione dei procedimenti amministrativi. Tira una brutta aria al comune di Aversa. Da un lato si intensifica il pressing politico sui dipendenti, secondo voci di Palazzo dovuto al tentativo di assoggettarli al volere della maggioranza. Dall’altro si tenta di trasformarli nel capro espiatorio su cui riversare le responsabilità dell’inadeguatezza politico-amministrativa facendo ricorso all’evergreen dello scaricabarile.

Emanuela De Chiara

LE MINACCE A DE CHIARA
Una storia che si ripete. Un metodo che ha già colpito e affondato l’ex segretario generale Emanuela De Chiara, costretta a dimettersi per le condizioni ambientali avverse che si erano create nei suoi confronti. Al punto che prima di gettare la spugna l’allora massimo dirigente dell’ente denunciò con una nota protocollata l’atteggiamento intimidatorio di Oliva. Scripta manent. De Chiara inviò il documento a Franco Matacena per metterlo al corrente dei toni aggressivi e irrispettosi e degli atteggiamenti minacciosi, volti ad esercitare da parte di Oliva pressioni sul suo operato.

ALTRE PURGHE IN ARRIVO
Secondo De Chiara il vicesindaco, e forse non soltanto lui, invase il perimetro della separazione tra l’azione di governo, che spetta agli amministratori, e l’attività gestionale, di esclusiva competenza dei dirigenti comunali. Al netto dell’eventuale cafonaggine personale Oliva avrebbe inanellato, stando alla nota del segretario generale, una serie di gravi reati amministrativi e penali. Ma le epurazioni potrebbero non finire qui. Dopo aver “rimosso” l’ostacolo De Chiara, nominata da Matacena con un endorsement entusiastico, il vicesindaco Oliva ha preso di mira D’Angelo.

Il cimitero di Aversa

PADEL A RIDOSSO DEL CIMITERO
Anche la dirigente dell’area tecnica non è per nulla disposta a subire le ingerenze della politica. Ha risposto a stretto giro alla nota di contestazione di Fontana sgranando il lungo rosario di criticità del settore scaturire principalmente da una grossa mole di lavoro a fronte della cronica carenza di personale. Perché la D’Angelo è diventata il nuovo bersaglio preferito di Oliva? Come già detto, in primis perché rivendica la sua autonomia gestionale conferitale dalla legge, in secondo luogo, perché ha congelato l’iter per la realizzazione di quatto campi da padel a ridosso del cimitero, almeno così circola negli ambienti politico-consiliari.

Massimo Virgilio

L’AFFARE DEI TULIPANO E MASSIMO VIRGILIO
Al business milionario è interessata la famiglia Tulipano che ha in affitto il terreno ad angolo tra via Pelliccia e via Fermi. I Tulipano sono parenti di Massimo Virgilio, unico consigliere che rappresenta in assise Oliva e la lista Aversa, Italia. Fin dall’insediamento Virgilio spinge per il via libera dell’area tecnica. Oliva gli ha fatto sponda in giunta. Ma la dirigente D’Angelo, inizialmente favorevole, ha approfondito tutti gli aspetti del progetto varato dall’esecutivo e alla luce di recenti sentenze della Cassazione in materia e del nuovo orientamento giurisprudenziale della Suprema Corte ha stoppato tutto per non arrecare un danno al comune e alla collettività.

Alfonso Oliva

D’ANGELO DÀ FASTIDIO AL MANOVRATORE
Guarda caso, la dirigente dell’area tecnica è finita in questi giorni sul banco degli imputati per la presunta lentezza nel concludere i procedimenti amministrativi. Forse l’obiettivo è indurre anche Daniela D’Angelo a fare le valige per nominare dirigenti comunali a immagine e somiglianza della maggioranza. Non osiamo immaginare le conseguenze per i cittadini se tutto il team dirigenziale assomigliasse ad Alfonso Oliva. Fatto sta che per Agata Christie tre indizi fanno una prova. Nel “caso” D’Angelo per calcolare il numero degli indizi serve la calcolatrice. E tutti portano al medesimo risultato: si vorrebbe far fare alla dirigente del settore tecnico la stessa fine di Emanuela De Chiara. La storia si ripete. Purtroppo.

Mario De Michele

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