I lavori di demolizione di Palazzo D’Ettore

Una corposa richiesta di accesso agli atti amministrativi per ottenere i documenti e gli atti riguardanti la demolizione del Palazzo D’Ettore in piazza De Michele a Cesa. L’ha protocollata lo scorso 20 marzo Antonio Mariniello per chiedere la visione e la copia di tutti i provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale targata Enzo Guida. Mariniello ha chiesto l’accesso per ottenere i titoli edilizi, le convenzioni e la documentazione istruttoria concernenti la demolizione del fabbricato di proprietà degli eredi della famiglia D’Ettore. L’istanza di accesso agli atti, presentata ai sensi degli articoli 22 e ss. della Legge n. 241/1990, e quella di accesso civico generalizzato ex art. 5, comma 2 del D.Lgs. n. 33/2013, mira a verificare tutti i passaggi dell’iter tecnico che si è concluso con l’abbattimento dell’immobile, tra cui l’eventuale cessione dell’area, il riconoscimento di crediti edilizi e ogni atto connesso.

Il municipio di Cesa

“Premesso che – si legge nella dettagliata richiesta – in piazza De Michele, nel Comune di Cesa, è stato demolito il fabbricato già riferibile agli eredi D’Ettore, secondo quanto emerso pubblicamente, la demolizione sarebbe stata inserita in un’operazione di riqualificazione urbana con possibile acquisizione dell’area da parte del Comune e riconoscimento di crediti edilizi o altra forma di compensazione urbanistica in favore di soggetti privati. Risulta necessario accertare, in modo completo e documentato, l’intero iter amministrativo, urbanistico, edilizio, patrimoniale ed eventuale negoziale che ha condotto alla demolizione del suddetto immobile, all’acquisizione dell’area e alla eventuale attribuzione, quantificazione, registrazione, utilizzo o cedibilità dei crediti edilizi. La presente istanza è formulata al fine di tutelare e verificare interessi giuridicamente rilevanti, anche in relazione agli assetti proprietari, urbanistici, pertinenziali e di accesso delle aree limitrofe e retrostanti al fabbricato demolito, nonché per conoscere l’esatto contenuto e la legittimità delle procedure seguite”.

Antonio Mariniello

Mariniello ha chiesto di prendere visione ed estrarre copia, semplice o conforme ove occorra un lungo elenco di incartamenti. Ecco i documenti richiesti: delibere di Giunta comunale e/o di Consiglio comunale, proposte di deliberazione, allegati, pareri tecnici e contabili, verbali e ogni ulteriore atto collegato che abbia approvato, autorizzato, programmato o preso atto della demolizione del fabbricato e/o della riqualificazione dell’area di piazza De Michele; determinazioni dirigenziali o del responsabile di settore, ordinanze, decreti, note interne, provvedimenti, comunicazioni, relazioni istruttorie e atti endoprocedimentali relativi alla demolizione del fabbricato e alla successiva destinazione dell’area; permesso di costruire, SCIA, CILA, autorizzazione edilizia, ordinanza di demolizione, nulla osta, autorizzazione paesaggistica, pareri di enti terzi, comunicazioni di inizio lavori, fine lavori, direzione lavori, sicurezza di cantiere, nonché ogni titolo edilizio o atto abilitativo comunque denominato inerente alla demolizione; pratica edilizia completa relativa al fabbricato demolito, ivi compresi elaborati grafici, planimetrie, relazioni tecniche, computi, documentazione fotografica, stato legittimo, attestazioni, volture, agibilità/abitabilità e fascicolo dell’immobile; atti di provenienza e/o di trasferimento dell’immobile o dell’area, atti di compravendita, cessione bonaria, convenzioni, accordi preliminari, scritture private, atti notarili o amministrativi, nonché ogni documento da cui risultino i soggetti che hanno acquistato, trasferito o ceduto il bene, in tutto o in parte; atti con i quali il Comune ha eventualmente acquisito l’area al proprio patrimonio, con specifica indicazione delle particelle catastali interessate, del titolo di acquisizione, della data dell’acquisizione e dell’eventuale trascrizione”.

Enzo Guida e il capo dell’Utc Giacomo Petrarca

E ancora: “L’eventuale piano urbanistico attuativo, variante urbanistica, accordo procedimentale o sostitutivo, programma di riqualificazione urbana, convenzione urbanistica o altro strumento pianificatorio o negoziale che abbia costituito il presupposto della demolizione e della successiva sistemazione dell’area; atti relativi al riconoscimento di crediti edilizi, compensazioni urbanistiche, trasferimenti di volumetria o diritti edificatori, comunque denominati, con indicazione della normativa applicata, dei criteri di calcolo, della volumetria o superficie riconosciuta, del relativo valore, del soggetto beneficiario e delle aree o comparti nei quali tali diritti possano essere esercitati; registro comunale dei crediti edilizi, ove istituito, nonché le annotazioni e iscrizioni riferite all’intervento in oggetto, alle eventuali successive cessioni dei crediti, al loro utilizzo e alla loro capienza residua; perizie di stima, relazioni estimative, atti di valutazione economica, computi, quadri economici e ogni documento istruttorio utilizzato per determinare l’equivalenza tra il bene demolito/ceduto e gli eventuali crediti edilizi o altre utilità riconosciute; atti catastali, frazionamenti, tipi mappali, elaborati di aggiornamento e documenti tecnici richiamati nelle pratiche comunali, con particolare riguardo alle particelle interessate dall’intervento e alle eventuali aree pertinenziali o cortilizie connesse”.

I lavori di demolizione di Palazzo D’Ettore

Inoltre è stata chiesta “la documentazione relativa all’originaria edificazione del fabbricato, ivi compresi eventuali atti, concessioni, contributi, convenzioni o provvedimenti riconducibili alla Legge n. 219/1981 o ad altre normative speciali di ricostruzione, nonché ogni atto utile a verificare eventuali vincoli, limiti o obblighi di destinazione gravanti sull’immobile; corrispondenza intercorsa tra Comune, proprietari, eredi, professionisti, imprese esecutrici, soggetti attuatori, notai ed enti terzi in relazione alla demolizione, alla cessione dell’area e alla eventuale attribuzione o utilizzazione di crediti edilizi, nei limiti consentiti dalla legge; ogni ulteriore atto, documento, parere, nulla osta, relazione o elaborato, anche non espressamente sopra indicato, che sia presupposto, connesso o conseguente alla demolizione del fabbricato D’Ettore e alla sistemazione urbanistica e patrimoniale dell’area”.

“Si chiede altresì – recita l’ultimo passo dell’accesso agli atti – che l’Amministrazione indichi, in caso di eventuale diniego totale o parziale, differimento o limitazione dell’accesso, i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche del provvedimento, con puntuale riferimento alla documentazione sottratta all’ostensione. Si rappresenta che l’istanza deve intendersi estesa anche agli allegati, agli elaborati tecnici richiamati negli atti principali e ai documenti istruttori presupposti, ancorché non nominativamente indicati negli atti deliberativi o dirigenziali. Si richiede che la documentazione sia resa disponibile per visione e rilascio di copia entro i termini di legge, con comunicazione al richiedente circa il giorno e l’ufficio presso cui poter prendere visione degli atti o ritirarne copia”.

Enzo Guida

Più volte Antonio Mariniello con dirette e post Fb ha denunciato l’illegittimità dell’iter tecnico che si è concluso con la demolizione del Palazzo D’Ettore. Ora si spera che l’amministrazione Guida non faccia melina e fornisca entro 30 giorni, come prevede la legge, la documentazione richiesta. Se sono state fatte le cose per bene è giusto che Mariniello e i cittadini di Cesa abbiano a disposizione tutti gli atti. Buttare la palla in corner rafforzerebbe i sospetti su una procedura che ha alimentato molti dubbi in particolare per la scelta di Guida e company di concedere i crediti edilizi a una cordata di imprenditori che in cambio si sono fatti carico dei costi dell’abbattimento.

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