Prima l’interruzione della ditta appaltatrice, per motivi non ancora resi noti. Poi la clamorosa sospensione dei lavori della Soprintendenza. Nel mezzo i soliti tentativi maldestri di Enzo Guida di scaricare la colpa sull’immaginifico “regista occulto” di turno. Fatto sta che da circa 3 mesi piazza Alfonso De Michele è un cantiere chiuso con gravissimi disagi per i fedeli della parrocchia San Cesario e per i cittadini, soprattutto gli anziani che non hanno più un luogo di ritrovo per trascorrere qualche ora in compagnia. Ad aggravare la situazione la decisione incomprensibile di chiudere anche la villa Aldo Moro nonostante inizialmente non fosse interessata da nessun intervento. Finora si è rivelato un disastro il restyling del centro storico di Cesa. La forzatura di Guida di utilizzare l’opera in campagna elettorale come cartina di tornasole dei successi del team di governo si è trasformato in un boomerang che sta danneggiando fortemente la popolazione. Da un trimestre le funzioni religiose della chiesa San Cesario si svolgono davanti a un cantiere polveroso. I disagi maggiori si verificano per la celebrazione dei matrimoni e dei funerali. L’area antistante la chiesa è inagibile. Non ci sono posti auto, non ci sono panchine. Ci sono soltanto i resti di un’opera ancora incompiuta dopo l’annuncio in pompa magna dell’avvio dell’intervento. Il progetto è ambizioso e sulla carta dovrebbe cambiare in meglio il volto del centro del paese. Ma finora gli errori dell’amministrazione comunale, che Guida ha cercato goffamente di tenere nascosto per tutta la campagna elettorale, hanno trasformato in un calvario il tanto pubblicizzato rifacimento della piazza e della villa.

LAVORI GIÀ INTERROTTI DALLA DITTA
L’unica nota lieta, tutt’altro che irrilevante, è l’abbattimento del Palazzo D’Ettore, ridotto da decenni a un rudere. Per il resto è andato tutto storto. Non certo per colpa di altri, meno che mai dei soliti “registi occulti” inventati di volta in volta dal sindaco, ma per chiarissime responsabilità amministrative. Circa 3 mesi fa la ditta ha interrotto i lavori. Non è mai stata rivelata la vera motivazione. A detta di Guida lo stop è stato dovuto al cambio in corsa dei materiali da usare per il rifacimento del manto della piazza. “Abbiamo scelto materiali più belli”, ha dichiarato la fascia tricolore. Nel frattempo sono circolate voci insistenti sul presunto mancato pagamento della prima tranche dei lavori alla ditta. L’altolà temporaneo si è trasformato in un incubo quando lo scorso 4 maggio la Soprintendenza ha bloccato l’opera perché avviata senza l’autorizzazione del Ministero della Cultura. Pubblichiamo in basso la nota integrale di cui siamo venuti in possesso grazie a nostre “fonti” di Parete. L’approdo a Cesa dei funzionari dell’organismo ministeriale ha risvolti fantozziani. Era stato lo stesso comune a sollecitare l’intervento della Soprintendenza in seguito alla richiesta di abbattimento e ricostruzione del palazzo in via Piave n. 2, di fronte alla pasticceria “Celestiale”, per anni della famiglia Liguori, presentata all’ufficio tecnico dai nuovi proprietari. Sull’immobile, che si trova a pochi metri da piazza De Michele, vi sarebbe il vincolo ministeriale.

LO STOP DEL MINISTERO DELLA CULTURA
Una volta giunti sul posto, i funzionari della Soprintendenza, già allertati, come si legge nella nota inviata al comune, dagli articoli di Italia Notizie sull’avvio dei lavori in piazza, hanno effettuato un sopralluogo anche sul cantiere. E con loro somma sorpresa hanno accertato che l’ente locale aveva dato il via all’intervento senza chiedere la previa autorizzazione del ministero. Con l’aggravante che l’amministrazione Guida era già stata informata lo scorso 16 febbraio, mediante un’altra comunicazione ufficiale, che prima di iniziare i lavori era necessario il via libera della Soprintendenza. Guida e company non potevano non sapere. Eppure hanno consentito l’inizio dell’intervento di restyling. Nelle more di effettuare un sopralluogo congiunto con il comune di Cesa la Soprintendenza rimarca che le aree oggetto di intervento sono sottoposte a tutela ai sensi del decreto legislativo 42/2004, più conosciuto come Codice dei Beni Culturali, per cui “qualsiasi intervento è subordinato al rilascio di autorizzazione” da parte dell’organo ministeriale di tutela storico-artistica e paesaggistica. La Soprintendenza ha contestato a Guida e all’amministrazione anche la violazione del decreto legislativo 36/2023, in materia di archeologia preventiva, che prevede la verifica preventiva dell’interesse archeologico. È una procedura obbligatoria, anch’essa arcinota, che per opere pubbliche o di pubblica utilità impone indagini preventive prima di avviare lavori nelle aree di interesse storico-archeologico.

GUIDA E COMPANY SAPEVANO TUTTO
Come detto, il grossolano errore tecnico-burocratico è stato commesso in malafede, in quanto il soprintendente Mariano Nuzzo già il 16 febbraio 2026 ha inviato al comune di Cesa una nota per rammentare a Guida e company che i lavori in piazza De Michele erano soggetti per legge a verifica preventiva prima dell’avvio. Nonostante le richieste ufficiali e per iscritto l’amministrazione non solo ha ignorato la comunicazione dello scorso 16 febbraio ma non ha chiesto e ottenuto neppure l’autorizzazione per avviare i lavori in base alla “legge madre” regolamentata dal Codice dei Beni Culturali. Inevitabile la sospensione dell’opera disposta il 4 maggio dalla Soprintendenza. Durante i comizi elettorali Guida, dopo aver rivoltato la frittata dando la colpa dello stop a un candidato di Cesa in Comune, quindi mentendo sapendo di mentire, ha cercato di rassicurare i cittadini con un generico e preoccupante: “Prima o poi i lavori saranno effettuati”.
A quanto pare sarà più dopo che prima. Intanto a 3 mesi dallo stop il centro storico è diventato una landa desolata con gli anziani costretti ad assieparsi sulle scale dell’istituto Alberghiero e gli automobilisti alla vana ricerca di un posto per parcheggiare, oltre ai già citati gravi disagi per i fedeli. Ovviamente, come sempre, non è colpa di fantomatici “registi occulti”. I responsabili di un disastro annunciato hanno nomi e cognomi: sono il sindaco Guida e la sua squadra di governo. Per buona pace delle balle spaziali.
Mario De Michele
LA NOTA DELLA SOPRINTENDENZA






