Santillo è stufo di Brancaccio, Piccirillo apre ad Orta al Centro ma Capasso stoppa tutto

O resta in sella nonostante l’ennesimo terremoto politico nella maggioranza oppure fa le valigie con due anni d’anticipo. Il futuro di Antonino Santillo passa per le forche caudine del prossimo consiglio comunale. Entro il mese di luglio il presidente dell’assise Giuseppe Massaro convocherà l’assemblea consiliare sul rendiconto. In caso di mancata approvazione l’amministrazione sloggerà dal Palazzo di governo di via Petrarca. Se invece Santillo riuscirà a trovare i numeri per il via libera allo strumento contabile supererà un altro difficile scoglio e tirerà un bel sospiro di sollievo.

Antonino Santillo e Angelo Brancaccio

SANTILLO VUOLE LIBERARSI DEI BRANCACCIANI
A quanto pare il sindaco è stufo di sottostare ai diktat di Orta Prospettiva Futura. Il voto tecnico al bilancio di previsione da parte di Nicola Russo, Anna Cirillo e Raffaella D’Ambrosio, eletti nella lista Coraggio, si presta a un duplice esegesi: da un lato si potrebbe leggere come il solito bluff per alzare la posta, dall’altro potrebbe essere un punto di non ritorno sancendo una rottura insanabile con il primo cittadino con l’inevitabile corollario dello scioglimento del civico consesso. Come sempre i seguaci di Angelo Brancaccio sono ondivaghi. Non seguono un percorso politico coerente. Un giorno dicono una cosa, l’altro fanno il contrario. Del resto il leader di “coraggiosi” non ha più lo smalto di un tempo. E soprattutto non è più in grado di dettare legge, come ai “bei” tempi del boom edilizio, senza provocare scossoni e instabilità di governo.

IL PIENONE DI INCARICHI DI CORAGGIO
Finora il gruppo Orta Prospettiva Futura è stato il principale artefice politico-amministrativi del disastro della coalizione targata Santillo. Il gioco al massacro contro gli alleati ha via via sempre più assottigliato i numeri della compagine a sostegno del sindaco con l’obiettivo di porsi come ago della bilancia, ovvero di tenere in pugno l’amministrazione. Dopo aver incassato tutto ciò che si poteva incassare, tra cui la delega di vicesindaco e due assessorati e la presidenza dell’Acquedotti, con l’elezione di Francesco Petrella, legale storico di Brancaccio, oltre che la nomina di Francesco Cirillo, padre della consigliera Cirillo, nel Comitato tecnico-scientifico della società idrica, Orta Prospettiva Futura ha continuato ad accampare pretese. Voleva gestire in “house” i concorsi comunali per ovvi motivi e spinge per la rinegoziazione dei terreni ricadenti su alcuni comparti dei Piani per gli insediamenti produttivi. Nell’epoca d’oro della cementificazione selvaggia i Pip sono stati zone di conquista per amministratori e imprenditori senza scrupoli.

ATTENZIONE AI MAXI BLITZ EDILIZI ESTIVI
Oltre alle questioni note, rivendicate tramite i documenti ufficiali, si rincorrono le voci di offensive urbanistiche per capitalizzare alcuni affari d’oro avviati ma non conclusi durante il sacco di Orta di Atella. Ad esempio si vorrebbe fare cassa con una sanatoria mascherata col “Salva Casa” di enormi complessi immobiliari sorti in aree non urbanizzate e da più parti si dice che qualche noto imprenditore, già arricchitosi oltremodo grazie alle amministrazioni del boom edilizio, vorrebbe addirittura tornare ai fasti di un tempo e avrebbe messo gli occhi sulla zona alle spalle del bar Beautiful per realizzare la bellezza di circa 300 appartamenti. Non di rado questi blitz urbanistici si compiono in piena estate, preferibilmente ad agosto, quando scattano le ferie e l’attenzione diminuisce. Lo strumento più usato allo scopo è quello della Scia, ossia la segnalazione certificata di inizio attività, che per legge non è soggetta alla pubblicazione sull’albo pretorio.

Gianfranco Piccirillo

ORTA AL CENTRO DICE “NO” A PICCIRILLO
Intanto, in attesa dell’ora della verità che scoccherà nella prossima seduta consiliare sul rendiconto, Santillo ha incarico il cugino-alfiere Gianfranco Piccirillo di sondare il terreno tra i gruppi di opposizione. Secondo indiscrezioni il cognato dell’assessore Annalisa Cinquegrana avrebbe chiesto agli esponenti di Orta al Centro di tornare in maggioranza. Si ricorderà che il gruppo dell’ex sindaco Andrea Villano fu fatto fuori perché aveva avuto l’ardire di chiedere il rispetto della legalità nello scandaloso appalto diretto da 30mila a una ditta di proprietà di una cittadina ucraina, costituita appena 3 mesi prima dell’affidamento. Tra quelli che con estrema gioia mostrarono il pollice verso ci fu Brancaccio, il quale doveva far pagare il conto a Villano per un’altra vicenda legata ai concorsi presso un altro comune. Al cuor non si comanda. E i figli sono pezzi di cuore. Prossimamente avremo modo di illustrare nei dettagli come e perché le cose andarono storto.

Mena Capasso

CAPASSO: “SANTILLO NON È IL VERO SINDACO”
L’apertura di Piccirillo a Orta al Centro ha fatto un buco nell’acqua perché la capogruppo consiliare Mena Capasso si è opposta con tutte le sue forze. “Mai più con Santillo, non siamo a caccia di poltrone”, avrebbe detto la numero uno in assise del movimento politico capitanato da Villano. Una posizione coerente con quanto già spiattellato in faccia proprio a Santillo dalla stessa Capasso quando qualche mese fa il sindaco le propose il ritorno nei banchi della maggioranza: “Caro Antonino, tutti sanno, a partire da te, che il vero sindaco è Brancaccio, noi di Orta al Centro resteremo all’opposizione fino alla fine della consiliatura”. Stavolta però Piccirillo si è spinto oltre. Avrebbe proposto ad Orta al Centro di rientrare nella squadra di governo al posto dei brancacciani. In pratica, il gruppo di Villano avrebbe sostituito quello di Orta Prospettiva Futura con un nuovo mutamento dell’assetto politico-consiliare, spedendo all’opposizione Brancaccio e company.

Il municipio di Orta di Atella

DEGRADO TOTALE, CITTADINI ESASPERATI
Neppure di fronte a questo scenario Orta al Centro ha accettato di fare una piroetta che sarebbe stata una pura e semplice manovra di palazzo per tirare a campare. Peraltro Villano e il suo team non sono disposti ad assumersi la responsabilità del disastro politico-amministrativo provocato negli ultimi due anni di gestione dai santilliani e dai brancacciani. I colpevoli della gravissima e insostenibile situazione di degrado in cui versa la città hanno un nome e un cognome. Loro hanno amministratori, loro devono pagare dazio di fronte a una popolazione sempre più stremata.

Mario De Michele

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