di Mario De Michele
La ridda di reazioni era scontata. Com’era prevedibile ha sollevato un vespaio di polemiche il commissariamento dell’Ambito territoriale C06 per i servizi sociali, decretato dalla Regione Campania e affidato alla gestione straordinaria di Amedeo Cortese. Al centro del mirino l’amministrazione di Aversa, comune capofila del distretto composto anche da Casaluce, Carinaro, Cesa, Gricignano, Sant’Arpino, Orta di Atella, Succivo e Teverola. Tra i commenti più condivisibili spicca quello di Olga Diana. Per l’esponente di spicco di Avanti, già assessore della città normanna, il drastico provvedimento regionale “rappresenta una macchia indelebile, è una sconfitta totale per la politica locale e fotografa lo stato di profonda paralisi in cui è sprofondato il settore del welfare nel comprensorio che vede il comune di Aversa nel ruolo di capofila”.

TOTALE ASSENZA DI PROGRAMMAZIONE
Lo stimato medico pneumologo pone giustamente l’accento sulla “mala gestio” di un comparto fondamentale per i soggetti più fragili. “Non è un semplice atto burocratico, ma la certificazione ufficiale del fallimento politico e amministrativo nella gestione delle politiche sociali, un settore strategico e delicatissimo, che si occupa delle fasce più deboli della popolazione. Vedere – afferma Diana – un intero distretto privato dei servizi essenziali e una città importante come Aversa rimasta, secondo quanto emerso, persino priva di assistenti sociali, è lo specchio di una gestione superficiale e priva di programmazione”.

LA SCONFITTA DELLA COLLETTIVITÀ
Secondo Olga Diana il funzionamento del welfare richiede figure preparate e con una profonda conoscenza della macchina amministrativa: “Le politiche sociali sono il cuore e l’indicatore di credibilità di una classe dirigente. Non si può fare “tirocinio formativo” sulla pelle dei cittadini fragili, dei disabili, dei minori e degli anziani. Quando la politica abdica al proprio ruolo per incapacità di sintesi o per personalismi, costringendo le istituzioni sovracomunali a intervenire con un commissario per sbloccare gli atti, a perdere è l’intera comunità”.
ASSISTENZA DOMICILIARE E PIANI DI ZONA
La patata bollente è passata nelle mani del commissario Amedeo Cortese, professionista esperto che conosce alla perfezione le problematiche del territorio. Non sarà un compito facile rilanciare un settore finito da tempo nelle sabbi mobili. L’auspicio di Diana è che “Cortese riesca a recuperare con tempestività i gravi ritardi accumulati sull’assistenza domiciliare e sui piani di zona”. Non è un caso se l’autorevole esponente di Avanti ponga al primo posto delle questioni da affrontare ad horas l’assistenza a domicilio e i piani zonali. Da addetta ai lavori Diana sa bene che il sostegno e la cura delle persone fragili presso le loro abitazioni è un aspetto peculiare della qualità dei servizi socio-sanitari. L’assistenza domiciliare è la cifra distintiva del livello di civiltà della sanità pubblica. Non si può prescindere da esse e soprattutto si devono garantire interventi assistenziali costanti e professionali.
EFFICIENZA, COMPETENZA E TRASPARENZA
Per Olga Diana un’altra priorità assoluta “garantire la continuità dei servizi e tutelare i cittadini rimasti troppo a lungo senza risposte”. In questo solco l’ex assessore di Aversa annuncia che “Avanti continuerà a vigilare con estrema attenzione affinché questa triste pagina segni l’inizio di una fase nuova, finalmente fondata sull’efficienza, sulla trasparenza e sulla competenza che i nostri territori meritano”. Poi soggiunge: “Non è mia intenzione strumentalizzare per fini politici una vicenda che si ripercuote negativamente sui cittadini più deboli. È chiaro a tutti chi sono i responsabili di questo fallimento. Il mio unico obiettivo – conclude Diana – è far sì che ai soggetti fragili sia assicurata un’assistenza degna di questo nome affinché possano usufruire dei servizi offerti dagli altri Ambiti socio-sanitari”.
Un approccio serio che denota maturità politica e senso di responsabilità istituzionale. Due aspetti basilari per affrontare e risolvere tematiche di particolare interesse collettivo. Insomma dopo il tempo delle polemiche è il tempo delle soluzioni ai problemi e delle risposte concrete. Di ritardi se ne sono accumulati già troppi.






