Orta di Atella, nuova assise sul rendiconto il 30 luglio: il destino di Santillo nelle mani dei brancacciani

Ultimo appello per Antonino Santillo. Giovedì 30 luglio alle ore 17.00 si terrà di nuovo il consiglio comunale con all’ordine del giorno l’approvazione del rendiconto e la proroga del servizio tributi all’organismo straordinario di liquidazione. Il primo tentativo è andato a vuoto lo scorso 16 luglio. L’assise saltò per mancanza del numero legale. A far venir meno il quorum fu Orta Prospettiva Futura. I consiglieri Nicola Russo (capogruppo), Anna Cirillo e Raffaella D’Ambrosio non si presentarono. Un’assenza polemica dovuta al recente strappo tra la fascia tricolore e il gruppo politico-consiliare che fa riferimento all’ex primo cittadino Angelo Brancaccio. Dopo aver dettato legge in particolare negli ultimi due anni consentendo a Santillo di restare in sella nonostante il totale fallimento amministrativo, i brancacciani sono andati in rotta di collisione con il sindaco e con suo cugino Gianfranco Piccirillo, cognato dell’assessore Annalisa Cinquegrana.

Antonino Santillo

Orta Prospettiva Futura, perno centrale dell’amministrazione, sta cercando goffamente di tirarsi fuori dal disastro gestionale al quale ha contribuito in modo determinante. I novelli influencer, che a malapena stanno scrivere in quanto appena alfabetizzati, vorrebbero scaricare tutte le colpe del fallimento amministrativo sulle spalle di Santillo. In realtà, come sanno anche le pietre, gran parte delle responsabilità fanno capo proprio ai brancacciani. Lo dimostra, ad esempio, la gravissima e ricorrente emergenza ambientale che in più occasioni ha messo alle corde la città. L’assessore al ramo Pasquale Pellino infatti è stato eletto nella lista Coraggio ed è un esponente di spicco di Orta Prospettiva Futura.

Anna Cirillo, Nicola Russo e Raffaella D’Ambrosio nella redazione di Italia Notizie

Sul piano politico Brancaccio e company hanno fatto ancora peggio. Nel giro di tre anni hanno distrutto la maggioranza assoluta uscita dalle urne: da 16 consiglieri su 16 si è passati prima ad appena 8 su 16 e ora addirittura a soltanto 5 su 16. Consegnandosi nelle mani dei brancacciani il povero Santillo ha assistito allo sgretolamento di una coalizione di governo inizialmente granitica ma via via diventata fragile come un castello di carta. Gli pseudo-politici, che ai tempi delle vacche grasse del boom edilizio, quando il territorio è stato devastato per il patto criminale con la camorra, non hanno cambiato registro. Hanno continuato ad agire come se l’orologio si fosse fermato all’Eldorado del cemento e degli affari. Non hanno perso né il vizio né il pelo. E soprattutto, arrugginiti dagli anni e incapaci di adattarsi al mondo nuovo, non hanno capito che i metodi del passato sono demodé, oltre che catastrofici.

Il municipio di Orta di Atella

L’errore più grande di Santillo è stato quello di legarsi mani e piedi ai vecchi arnesi della politica, ormai superati e incapaci di tenere il passo col tempo. E, come avviene dal 2015, registi attempati, che pur agendo da dietro le quinte sono carte notissime, anche stavolta manderanno a casa in anticipo l’amministrazione comunale. Una storia nota. Un film già visto molte volte. Del resto quando il passato vorrebbe imporsi sul futuro è inevitabile il corto circuito, è scontato il black-out. Ed ecco che l’assise del 30 luglio potrebbe essere l’ultima dell’era Santillo. Per approvare il rendiconto, unico modo per non fare le valigie, servono 9 voti. Se Orta Prospettiva Futura non voterà a favore la soglia dei “sì” arriva appena a 5 consiglieri, più il sindaco. E la solita storia si ripeterà anche stavolta. Chi ha contribuito fortemente al disastro politico-amministrativo manderà a casa il consiglio comunale. Un esito prevedibile fin dall’inizio. Se si fanno accordi preelettorali con chi intende ancora la politica come “qui comando io e si fa come dico io” c’è poco di cui lamentarsi se, prima o poi, la barca affonda miseramente.

Il sistema degli esposti anonimi

Se non si farà una volta e per tutte pulizia del ciarpame del passato Orta di Atella non imboccherà mai la direzione giusta. Si continuerà ad assistere allo spettacolo indegno degli esposti anonimi minatori, inviati dai soliti noti per intimorire alleati e avversari. Nei primi tre anni di amministrazione sono stati vittime del “sistema degli esposti” diversi consiglieri comunali e dirigenti politici. Sono circolate addirittura lettere scarlatte contro donne illustri. In perfetto vecchio stile si è fatto il consueto gioco al massacro per restare con ogni mezzo al centro della scena pseudo-politica.

E per l’ennesima volta ad essere maggiormente massacrati sono stati i cittadini. Orta di Atella non è colpita da un sortilegio. Gli ortesi sono persone perbene, non meno di quelle di altri comuni. La loro unica colpa è quella di essere ancora amministrati da politicanti di quart’ordine che si atteggiano a Maradona della politica. Se non si spezza il filo nero con il passato buio sarà impossibile l’affiorare di un barlume di luce.

Mario De Michele

Ultime notizie

Napoli, spari nel centro storico: un 33enne ferito nella notte durante la movida

Spari nella notte nella zona della movida nel centro storico, colpi esplosi in via San Sebastiano, a due passi da piazza Bellini. Un uomo...

Parlamento & Governo

Caro benzina, vertice tra Meloni e Giorgetti: in arrivo un decreto taglia accise

Un segnale. Il prima possibile. Per tamponare l’emergenza. Di nuovo. Scottata dagli attacchi delle opposizioni, che la accusano di immobilismo, e dall’allarme di Confindustria...