C’è aria di resa dei conti ai vertici della Lega in Senato. Matteo Salvini, come anticipato da Repubblica, vuole la testa del capogruppo Massimiliano Romeo, che da mesi gioca di sponda con il fronte dei governatori – da quello lombardo, Attilio Fontana, al friulano Massimiliano Fedriga, all’ex “doge” del Veneto Luca Zaia – per chiedere al segretario un “passo di lato” e un ritorno alla linea della vecchia Lega Nord. Dopo Pontida, i fedelissimi del segretario preparano lo scossone. Romeo, trapela dalla cerchia del vicepremier, è dato in uscita. Anche perché, è la tesi, non avrebbe da tempo la maggioranza del gruppo: 4-5 senatori su 29. Chi potrebbe prendere il suo posto? In pole ci sarebbe Claudio Borghi, anche se l’ultima parola ce l’avrà l’assemblea dei senatori, che dovrebbe riunirsi subito dopo l’adunata sull’autoproclamato “sacro prato” della Bergamasca.
Ormai nemmeno in pubblico Salvini difende il suo capogruppo. L’altro ieri, a domanda sulla possibile rimozione di Romeo, il ministro dei Trasporti ha risposto lapidario: “Romeo stasera è capogruppo al Senato, Molinari è capogruppo alla Camera, io sono segretario della Lega. Domani è un altro giorno…”. Come dire: per ora è presidente dei senatori, in futuro si vedrà. E ancora: “Arriviamo a Pontida, la sto preparando con messaggi importanti e con le settimane a seguire che chiariranno tante situazioni”.
I segnali sull’irritazione della cerchia del leader verso Romeo si moltiplicano. L’ultimo riguarda la due giorni “pre Pontida” che si aprirà domani e mercoledì a Roma, alle Officine Farneto, dietro la Farnesina. Titolo: “A tua difesa – Verso la Finanziaria 2027”. Nella nota sul programma della kermesse diffusa dall’ufficio stampa del vicepremier, compaiono praticamente tutti i big del partito, dai ministri al capo dei dipartimenti Armando Siri, più qualche esterno come il presidente della Figc, Giovanni Malagò, a Pietro Labriola di Tim e Matteo Del Fante di Poste. C’è perfino il governatore lombardo, Fontana, pur critico con Salvini. E naturalmente il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari. E Romeo? Non è segnato.





