Dal 1990 gli Stati membri della Ue hanno attuato l’accordo che abolisce i confini interni e detta una linea comune di protezione dei confini esterni all’Europa. E adesso? Cosa comporta lo stop all’accordo di Schengen che il governo italiano ha annunciato nei confronti di Madrid dopo l’arrivo di migliaia di migranti a Ceuta?
Cos’è l’area Schengen
Il trattato di Schengen, firmato nel 1985 nella omonima cittadina lussemburghese e attuato con la Convenzione del 1990, è l’accordo che regola la libera circolazione delle persone in Europa, abolendo i controlli alle frontiere interne tra i Paesi aderenti. Lo Spazio Schengen è un’area formata da 29 Stati e interessa 450 milioni di persone. In determinate circostanze il trattato può essere sospeso temporaneamente e i controlli alle frontiere interne ripristinati.
Ceuta fa parte dello spazio Schengen?
No. Ceuta è una città autonoma spagnola, che si trova in Nordafrica ed è circondata dal Marocco. Si affaccia sul Mediterraneo e non è inclusa nei trattati si Schengen. Dunque in quell’area – pur trattandosi di territorio spagnolo – non si applica la libera circolazione in assenza di controlli: in soldoni, un migrante giunto con un percorso irregolare nella città, oggi non può comunque acquistare autonomamente il biglietto che per un traghetto che lo porti sulla penisola iberica, dove invece la libera circolazione all’interno degli Stati membri dell’Unione europea è consentita.
Lo stop dell’Italia
La chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna decisa dal governo entra in vigore oggi, primo agosto, e ha la durata di un mese. La sospensione di Schengen non è una novità. Dal 2006, da quando la Commissione ne tiene un registro, i controlli interni sono stati ripristinati oltre 470 volte: in occasione dei grandi vertici internazionali come il G8 di Genova, per rischio terrorismo o nel 2020 per la pandemia di Covid.
Come funzioneranno i controlli?
I controlli scatteranno sostanzialmente nei porti e negli aeroporti. Le verifiche effettuate dalla polizia di frontiera saranno mirate e selettive. Sotto la lente i cittadini di Paesi terzi in arrivo dalla Spagna. Nessuna modifica ai viaggi di cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che potranno continuare ad arrivare senza alcun aggravio burocratico. Nessun cambiamento neanche per chi dall’Italia si recherà in Spagna. Ma chi, ad esempio, dal Giappone sarà arrivato in Europa atterrando in Spagna, se avrà previsto una tappa del suo viaggio in Italia dovrà rifare i controlli.





