Morto Francesco Guccini, il presidente Mattarella: “Scompare un poeta, le sue canzoni hanno segnato questi anni”

Il mondo della musica, e non solo, piange Francesco Guccini, scomparso oggi a 86 anni. Il Maestro ha segnato la vita di più generazioni, con canzoni e pensieri che hanno rappresentato meglio di ogni altra cosa la vita quotidiana. “Con Francesco Guccini scompare un poeta, un musicista, un intellettuale che ha composto canzoni che hanno segnato questi anni, che parlano di impegno, di giustizia, di uguaglianza. Ai familiari va il più sentito sentimento di cordoglio”, è il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani, saluta in un post il cantautore scomparso: “Ciao Francesco, ci hai regalato voli di bellezza, passione civile, umanità, amore da vivere fino in fondo. Grazie”.

Un gigante della musica italiana, Vasco Rossi, saluta il proprio Maestro, Francesco Guccini: “Hai avuto una vita piena di musica e arte, non sei mai stato ‘di moda’ ma sempre attuale e coerente con le tue canzoni. Di generazioni diverse, tu eri il grande Maestro, io l’allievo alle prime armi. Abbiamo respirato la stessa aria. Fra la via Emilia…E il Roxi bar. Resterai per sempre nei nostri cuori”.

Un messaggio social pieno di ricordi e nostalgia, quello di Antonello Venditti, in memoria dell’amico scomparso. “Francesco Guccini ha lasciato questo mondo infame! Ci lascia alcuni capolavori come testimonianza eterna di un Novecento duro a morire nei nostri cuori e nella nostra vita nell’eterna speranza di cambiamento tipica della nostra generazione… Mancherai al futuro e a tutti noi! Grazie Francesco e un abbraccio alla tua famiglia riservata e sincera come la tua terra…”.

Cantautore impegnato, dagli anni ’80 Francesco Guccini si era anche appassionato al calcio. Da ragazzo simpatizzava per la Pistoiese, la squadra più vicina alla sua Pavana, al confine tra Toscana ed Emilia, ma non seguiva molto. “Nei tempi in cui ero a Bologna non tifavo per nessuna squadra”, spiegò in un’intervista, “a differenza dei miei amici tifosissimi del Bologna”. Successivamente, però, aveva riscoperto il fascino dello sport più popolare grazie all’epica impresa dell’Italia al Mundial del 1982. Così aveva iniziato a sostenere la Juve per Michel Platini. “Ho sempre avuto una simpatia lontana per lui”, spiegò, “da anni, ogni partita della Juve la guardo”. Con qualche sfottò con i bolognesi: “Quando la Juve vinse col Barcellona, un amico tifosissimo mi disse: ‘Eh dai, ma loro giocavano largh…’. Ora, io, ogni volta che il Bologna perde chiamo Comaschi: ‘Come mai avete giocato cosi’ larghi?'”. Nel 2024, già con problemi alla vista per una malattia, aveva stretto amicizia con il centrocampista valdostano Hans Nicolussi Caviglia, ex Juve e Venezia ora al Parma, che era andato a trovarlo con il papà per regalargli la sua maglia.

 

 

 

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