È morto Fulvio Lucisano, uno dei più importanti produttori cinematografici con settant’anni di carriera alle spalle. Aveva 98 anni. Lucisano ha contribuito a scrivere la storia del cinema italiano con la sua società di produzione Italian International Film e Lucisano Media Group ed è stato presidente dell’Anica dal 1998 al 2001. A darne notizia la figlia Paola che con la sorella Federica ne ha raccolto l’eredità artistica in un post in cui scrive: “Riposa in pace papà”.
Nato a Roma nel 1928 Lucisano ha mosso i primi passi alla fine degli anni 40 all’Istituto Luce dedicandosi alla produzione documentaristica. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza, era stato conquistato dal cinema già prima della fine degli studi. Nel 1949 aveva partecipato alla realizzazione di Anno Santo, documentario sul Giubileo del 1950. Da lì era arrivata una lunga stagione da documentarista, con circa trecento lavori realizzati in proprio e per la Documento Film. Nel 1955 il passaggio al lungometraggio con I quattro del getto tonante, quindi nel 1958 la fondazione della Italian International Film, la IIF, destinata a diventare una delle realtà più longeve e importanti del cinema italiano. Ne era presidente onorario mentre le figlie Federica e Paola sono rispettivamente amministratrice delegata e presidente.
Lucisano ha prodotto oltre centinaia di film nella sua lunga carriera fra cui Tre tigri contro tre tigri (1977), Aragosta a colazione (1979), Ricomincio da tre (1981), Il ras del quartiere (1983), Il tassinaro (1983), Un ragazzo di Calabria (1987), Il grande cocomero (1993), Fantozzi – Il ritorno (1996), Notte prima degli esami (2006), Non ci resta che il crimine (2019), Tramite amicizia (2023). Tra i più grandi meriti quello di aver puntato su Massimo Troisi a cui produsse il suo primo film. “Il David di Donatello a Ricomincio da tre, fu una sorpresa – aveva raccontato a Repubblica qualche anno fa – Mi ero innamorato di Massimo Troisi in teatro, ero impressionato da come la folla lo ascoltava e si divertiva, anche chi non capiva il napoletano. Tutti mi sconsigliavano di fare il film. L’unico consiglio che gli diedi, poiché parlava in dialetto, fu “ripeti più volte le parole, così la gente, alla terza, la battuta la capisce per forza”.
Dal 2004 la IIF si occupa anche di produzioni televisive (da Mina Settembre a Liberi tutti), e dagli anni Novanta insieme a Aurelio De Laurentiis ha creato una serie di multisala a Roma. Nell’ottobre 2007 il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano aveva insignito Fulvio Lucisano del titolo di Cavaliere del lavoro. Con un’imponente carriera da oltre 600 film tra prodotti e distribuiti, Lucisano ha saputo spaziare tra ogni genere, collezionando 5 David di Donatello tra cui il premio per Il grande cocomero e il David Speciale alla carriera nel 2009, 4 Nastri d’Argento e due nomination agli Oscar.





