Caro benzina, legge elettorale, Rai e altri punti cruciali in Parlamento dopo le ferie

Il Parlamento chiude i battenti per un mese. Ieri l’ultima seduta della Camera, mentre l’ultima campanella aveva già suonato al Senato mercoledì scorso. Dopo un tour de force finale per licenziare gli ultimi provvedimenti in agenda, Palazzo Montecitorio e Palazzo Madama mandano tutti in ferie. Fino al 9 settembre, quando sono convocate le prossime sedute, mentre come da prassi le commissioni torneranno a riunirsi già qualche giorno prima. Tempo di decompressione in attesa del rush finale, ammesso che tenga il patto di fine legislatura concordato tra la premier Giorgia Meloni, i suoi vice Matteo Salvini e Antonio Tajani e Maurizio Lupi.

Ma il clou dei lavori arriverà soltanto a metà settembre, quando l’Assemblea di palazzo Madama sarà chiamata a votare la riforma della legge elettorale. Il primo dei nodi su cui la maggioranza insiste per un’accelerazione: gli emendamenti in commissione vanno presentati entro l’1 settembre, poi il testo sarà all’esame dell’Aula dal 9, con sedute anche nei giorni successivi fino al voto finale, fissato per il 15. L’obiettivo di esecutivo e centrodestra è fare in fretta, non andare oltre i primi mesi dell’autunno (si ipotizza la data del 30 settembre per la Camera) e chiudere il dossier con la terza lettura cercando di evitare nuovi incidenti, dopo la bocciatura a voto segreto dell’emendamento sulle preferenze, tema su cui gli sherpa della maggioranza hanno raggiunto un’intesa di massima che sarà tradotta in un emendamento unitario di tutte le forze della coalizione (anche se sono possibili ‘aggiustamenti’ delle modifiche in corso d’opera). Tanto che non si esclude il ricorso alla fiducia nell’ultimo passaggio a Montecitorio, anche se la fiducia non mette completamente al riparo la riforma: alla Camera, infatti, c’è anche il voto finale sul provvedimento e in quell’occasione si può chiedere lo scrutinio segreto.

Dossier legge elettorale a parte, i due rami del Parlamento in autunno dovranno affrontare anche altri nodi, a partire dalla riforma della governance Rai e dal recepimento del Media freeedom act, richiesta categorica fatta dalle opposizioni che non procederanno alla indicazione dei nuovi nomi per la Vigilanza finché il regolamento europeo non sarà attivato anche dal nostro Paese e finché il centrodestra non cambierà il nome per la presidenza (FI resta al momento ferma su Agnes), con il perdurare così del totale stallo nell’organismo di vigilanza sul servizio pubblico.

Ma alla ripresa dei lavori, come ormai da tradizione, saranno i decreti a farla da padrone: tra Camera e Senato ci sono da convertire il dl sullo svolgimento dei procedimenti civili e penali a seguito del crollo dell’immobile degli uffici giudiziari di Bolzano, il nuovo decreto carburanti e ex Ilva (dove molto probabilmente confluirà anche l’ultima proroga sul taglio delle accise varata dal Cdm del 4 agosto e che scade il 25), il decreto Campi flegrei. E ancora, il decreto sull’obbligo di compostabilità di alcune tipologie di imballaggi.

Quanto ai ddl, è rimasta da approvare la riforma del cinema (in Aula della Camera già alla ripresa dei lavori il 9 settembre), e il ‘Coltiva Italia’, licenziato da Montecitorio e passato al Senato, dove va approvata anche la delega al governo in materia di energia nucleare sostenibile. Poi la delega sulle professioni sanitarie e il ddl Contrasto delitti informatici e trattamento illecito di dati.

 

Ultime notizie

Legambiente Campania: toccati i 48° alla Stazione Centrale di Napoli e al mercato ortofrutticolo di Afragola

Alla Stazione Centrale di Napoli e al mercato ortofrutticolo di Afragola battuto ogni record per il caldo: raggiunti i 48 gradi. È quanto rilevato...

Parlamento & Governo

Dalle pensioni al bollo auto, tutti gli escamotage del governo per la manovra 2027

Si chiama clausola di salvaguardia. Si legge manovra di bilancio. L’ultima del governo Meloni, la quinta: quella elettorale. Un orizzonte da non ignorare. Tutti...