Scout colpito dal fulmine, l’amica lo ha rianimato per 20 minuti e il cuore ha ripreso a battere

L’ ho rianimato per venti minuti — racconta una aiuto capo del gruppo Roma 70 dell’Agesci — a un certo punto ho sentito il cuore che riprendeva a battere». Lo scout di 16 anni del reparto Sherwood, che ha sede nella parrocchia di Sant’Agnese sulla via Nomentana, è ancora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva pediatrica del policlinico Gemelli. Venerdì, alle 15, insieme a due amici, di 16 e 13 anni, è stato ferito dalla scossa rilasciata da un fulmine caduto sull’altopiano di Campo dell’Osso, sul Monte Livata, a 50 chilometri da Roma. Il sedicenne ha rischiato di perdere la vita a due passi dalla tenda della sua squadriglia, montata su una palafitta tirata su con i pali e le tavole di legno. È vivo grazie alla prontezza dei suoi amici e alla capacità dell’aiuto capo, una studentessa al primo anno della facoltà di Medicina all’università Europea di Roma.

Il soccorso della studentessa in Medicina
È stata lei a crederci. A praticargli il massaggio cardiaco in attesa dell’arrivo dei medici del 118, fino a quando il suo cuore non ha ripreso a battere. Poi il trasporto d’urgenza in elicottero fino al Gemelli e il ricovero in terapia intensiva. Il ragazzo è ancora sedato e in prognosi riservata. Le sue condizioni sono gravi. Ieri sera le guide e gli scout del Roma 70, i loro genitori, alle 19 si sono radunati nella chiesa di San Saturnino, in via Avigliana, per pregare per lui. Intanto, dopo 24 ore in osservazione, gli altri due ragazzi rimasti feriti in maniera più lieve sono stati dimessi dall’ospedale di Tivoli e sono tornati a casa. Ma un’intera comunità è in apprensione per le condizioni di salute del sedicenne. Il campo estivo del reparto del Roma 70 stava andando bene. Circa 40 ragazzi e ragazze, tra i 12 e i 16 anni, erano arrivati sul Monte Livata insieme ai capi scout domenica scorsa. Oggi (domenica 9 agosto) sarebbero dovuti tornare a Roma.

Il messaggio ai genitori
L’altro ieri invece, alle 17.23, un messaggio WhatsApp inviato dai capi ha informato tutti i genitori che il campo era concluso. Perché due ore prima si era abbattuto su Campo dell’Osso un temporale di montagna, una scarica d’acqua breve ma intensa. Il sedicenne si era riparato insieme alla sua squadriglia sotto alla palafitta. In tre avevano fatto pochi passi per andare a recuperare una sacca di materiale che si stava bagnando. Improvvisamente un fulmine ha centrato un albero.

Il fulmine
Il sedicenne era ad appena sei metri di distanza, è stato ferito non direttamente dalla saetta, ma dalla scarica elettrica. È volato in terra, ha perso conoscenza. I suoi due amici erano a 10 metri dall’albero, sono caduti, ma hanno riportato solo delle lievi ferite. Al campo, proprio per via del progetto educativo, le tende delle squadriglie sono montate a distanza l’una dall’altra. Anche quella dei capi. Nessun cellulare in mano ai ragazzi: si ricerca «l’essenziale». Mentre alcuni scout sono corsi in cambusa a chiamare i capi, altri hanno provato a rianimare il sedicenne. La studentessa in Medicina è arrivata di corsa, si è piegata sul ferito e ha iniziato a praticargli il massaggio cardiaco. L’erba zuppa d’acqua e di paura. Intorno, le grida e le lacrime degli amici. Lo stesso pianto a cui si è lasciata andare lei, quando l’elicottero è partito verso la Terapia intensiva.

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