Tragedia nel Trapanese, operaio e soccorritore del 118 morti per le esalazioni nel depuratore comunale

Tragedia a San Vito lo Capo nel Trapanese. Davide Anselmo, 45 anni, un operaio comunale in servizio nel depuratore comunale della località balneare e Francesco Bulgarella, 64 anni, un soccorritore del 118 sono morti. Il dipendente quasi certamente per le esalazioni respirate all’interno del sito di depurazione. Sono stati i vigili del fuoco a recuperarlo da dentro la struttura. La tragedia è avvenuta intorno alle 11 nella struttura che si trova nella Tonnara del Secco. Secondo una prima ricostruzione, l’addetto alla struttura era sceso per una verifica, quando si è sentito male.

Lanciato l’allarme, sul posto sono arrivati i sanitari del 118. L’operaio è stato soccorso a pochi metri dal sito dall’altra vittima, l’operatore del 118. Gli stava praticando il massaggio cardiaco quando anche lui è crollato a terra perdendo conoscenza. Non è chiaro se il sanitario sia deceduto per un malore dovuto al caldo (oltre i 40 gradi) o perché ha respirato le esalazioni tossiche. Sul posto i colleghi del soccorritore hanno provato invano per oltre mezz’ora a rianimarlo. L’area è stata transennata e sono in corso i rilievi per scongiurare fughe di gas tossico. Sul posto anche il medico legale per la prima ricognizione e il sostituto procuratore di turno di Trapani. Stanno intervenendo anche i tecnici dello Spresal di Trapani (ispettori del lavoro) e i vigili del fuoco con gli esperti del nucleo Nbcr che stanno misurando i livelli di tossicità dell’aria nella zona dove è morto il soccorritore del 118. Al vaglio degli inquirenti anche il rispetto delle normative sulla sicurezza, soprattutto da parte dell’operaio comunale.

Nel giugno 2016 su disposizione della Procura di Trapani, la Capitaneria di porto eseguì il sequestro preventivo del depuratore comunale di San Vito Lo Capo dove oggi sono morti l’operaio comunale e il soccorritore del 118. Il provvedimento era stato emesso nell’ambito di un’inchiesta per presunto inquinamento delle acque marine. Il depuratore, installato nel 2010, secondo le indagini della Capitaneria di porto non sarebbe mai stato collaudato ma il Comune di San Vito aveva stipulato un contratto con una ditta privata per la manutenzione dell’impianto. La procura di Trapani indaga per accertare se il malfunzionamento del sistema di depurazione abbia provocato l’inquinamento delle acque marine a San Vito Lo Capo. L’impianto non era ancora stato collaudato e l’Arpa aveva più volte certificato anomalie al sistema di depurazione. L’inchiesta della procura era scattata dopo gli accertamenti condotti dalla Capitaneria di porto.

 

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