Nove milioni di debito per tributi comunali, il sindaco De Luca chiude il Grand Hotel Salerno

Vincenzo De Luca chiude il Grand Hotel Salerno. Il sindaco di Salerno aveva concesso novanta giorni di tempo per saldare il debito del comune. Nove milioni di euro accumulati nel corso degli anni per tributi comunali e tassa di soggiorno non versata. Così questa mattina un folto gruppo di vigili urbani ha notificato alla proprietà il provvedimento di sospensione delle attività ricettive, bloccando i check in e concedendo il tempo necessario per i check out.

Circa 400 ospiti, quindi, dovranno trovare un’altra sistemazione che sarà indicata dalla stessa proprietà. Un provvedimento che cade alla vigilia di ferragosto quando erano attesi tanti turisti a Salerno, con un evidente danno di immagine. Nei giorni scorsi il sindaco De Luca aveva predisposto anche un esposto ala Procura della Repubblica e alla Guardia di Finanza per le attività svolte dal Grand Hotel, nelle ultime ore, poi si è passati dagli atti ai fatti. Ora il provvedimento sarà impugnato davanti al Tar.

Una lunga storia quella che ruota intorno al Grand Hotel della famiglia Chechile, nato dalle ceneri del Jolly Hotel abbattuto per far spazio al Crescent. Firmato dall’architetto Pagliara sorge nell’area dell’ex cementificio e con vista mare sul lungomare Tafuri. Doveva essere un fiore all’occhiello della ricettività salernitana, invece per i turisti nelle ultime ore il soggiorno si è trasformato in incubo.

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