VISURE Cesa, appalto da 20mila euro alla “Eco”: l’assessore Guarino amica di Flauto e suo fratello nel cda della “Ker”

Per completezza di informazione oggi torniamo sull’incarico legale affidato dal comune di Cesa per querelare i giornalisti liberi e indipendenti. La cifra, che ammonta a 1.015 euro, è destinata a salire. Ma per il sindaco Enzo Guida e la sua amministrazione non è un problema. Saranno i cittadini a pagare la parcella all’avvocato Fabrizio Trofino (link in basso). Con l’escamotage della presunta lesione dell’immagine dell’ente loca la fascia tricolore ha evitato di mettere mano alle sue tasche e ha scaricato sulla collettività i costi legali.

Sofia Flauto

“ECO” INTERDETTA, FLAUTO INDAGATA PER 416 BIS
Stranamente nella determina non viene indicato né il nome della testata né i titoli degli articoli dal presunto contenuto diffamatorio. Quindi possiamo soltanto supporre che si potrebbe trattare di Italia Notizie che in quel periodo ha pubblicato una dettagliata inchiesta sulla cooperativa sociale “Eco” e sull’appalto diretto di 20mila euro concesso dal comune di Cesa alla coop di Sofia Flauto (link in basso). All’epoca la “Eco” fu colpita da interdittiva antimafia dalla Prefettura di Salerno per il legame con il clan dei Casalesi e la titolare Flauto fu indagata dalla Dda di Napoli per concussione, turbativa d’asta, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e per 416 bis primo comma, che prevede “l’aumento di pena quando la condotta tipica sia consumata al fine di agevolare le associazioni mafiose, abbia natura oggettiva concernendo le modalità dell’azione, ovvero abbia natura soggettiva concernendo la direzione della volontà”.

Giusy Guarino

IL FRATELLO DI GUARINO IN UNA COOP DI FLAUTO
Nel corso dell’inchiesta di Italia Notizie sull’appalto da 20mila euro emersero numerosi dubbi e una serie di coincidenze sospette sul possibile conflitto di interessi in cui si trovava l’allora e attuale assessore alle Politiche sociali Giusy Guarino. Ai microfoni di Italia Notizie, allora Campania Notizie, la stessa Guarino ammise candidamente di essere “carissima amica di vecchia data di Sofia Flauto”. Fin qui nulla di male, anche se gli amici si scelgono, non sono come i parenti che ti capitano e te li devi tenere. Il conflitto di interessi di Guarino si palesava scrutando altre circostanze ampiamente documentate dalla nostra testata. In prima battuta scoprimmo che l’assessore aveva lavorato in passato nel ramificato circuito delle cooperative di Flauto. Successivamente certificammo, carte alla mano, che Pasquale Guarino, fratello della delegata alle Politiche sociali, faceva parte del cda della cooperativa “Ker”, guidata da Luca Borrelli, anche lui convolto nelle indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul rapporto tra la camorra e la galassia delle coop di Flauto (visure camerali in basso).

Il municipio di Cesa

L’APPALTO ALLA “ECO” CONCESSO IN 24 ORE
Alla luce del pregresso rapporto lavorativo con Flauto e della presenza del fratello nel cda di una delle cooperative satellite della “Signora delle coop”, il conferimento diretto dell’appalto da 20mila euro alla “Eco” poneva oggettivamente Giusy Guarino in una situazione di potenziale conflitto di interessi, aggravato dal fatto che si trattava di un progetto afferente al settore delle Politiche sociali. Come se non bastasse, la procedura d’appalto alimentava legittimamente ulteriori dubbi. Infatti dalla determina si evince che la coop “Eco” ottenne l’affidamento diretto in 24 ore dopo aver inviato all’ente una proposta di progetto per l’attuazione del campo estivo. Chiunque si sarebbe chiesto come mai proprio la “Eco” presentò la proposta. Non solo. Come mai la coop di Flauto era a conoscenza del campo estivo promosso dal comune di Cesa? E infine perché si è proceduto all’affidamento diretto invece di svolgere una gara tra più operatori sia per maggiore trasparenza amministrativa, sia per ottenere un’offerta economicamente e qualitativamente migliore per il comune e per i cittadini?

Enzo Guida

IL SILENZIO DI GUIDA E L’ATTACCO ALLA STAMPA
In tutte le puntate della nostra inchiesta giornalistica ci siamo limitati a produrre atti ufficiali e a precisare che la “Eco” fu colpita da interdittiva antimafia e finì nella rete della Dda di Napoli dopo aver incassato l’appalto del campo estivo. Allo stesso tempo abbiamo chiesto al sindaco Guida di fare chiarezza su un affidamento coperto da un ampio cono d’ombra. Soltanto di fronte al silenzio del sindaco, propenso a propagandare solo cose belle, ci siamo spinti a chiedere le dimissioni della fascia tricolore, anche perché il caso “Eco” fu al centro di un vibrante scontro politico.

In altre parole Italia Notizie ha semplicemente svolto il proprio dovere di cronaca. Se l’immagine del comune di Cesa è stata lesa non è certo per colpa nostra. Abbiamo informato i cittadini di una questione di indubbio interesse pubblico, riscontrando grande consenso tra i lettori e nella collettività. Ora il popolo si trova a dover pagare la parcella legale. Sarebbe molto più sensato spiegare ai cittadini i contorni di una vicenda tuttora avvolta da nubi e da elementi non ancora chiariti.

Mario De Michele

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VISURA CAMERALE “KER” DI LUCA BORRELLI

VISURA CAMERALE “KER” CON PASQUALE GUARINO

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