Caldo estremo, più rischi dai raggi ultravioletti: radiazioni in forte aumento

Una nuova ricerca racconta come in Europa le radiazioni solari stiano pericolosamente aumentando, soprattutto nelle regioni centrali. Lo studio internazionale, pubblicato su Springer Nature, ha visto coinvolti oltre 50 ricercatori e si basa su una raccolta di dati provenienti da 40 diverse stazioni europee tra il 2013 e il 2022. Sostiene che in media la radiazione ultravioletta (UV) che raggiunge il suolo sia aumentata dell’11% in Europa negli ultimi 10 anni, con picchi anche del 2,6% l’anno (Gran Bretagna).

Anche in Italia i valori sono in crescita. Da noi ci sono 4 stazioni con strumenti precisi per le rilevazioni UV: in Valle d’Aosta, a Sesto Fiorentino, Roma e Lampedusa. Tutti i centri hanno contribuito alla ricerca. «Lo studio indica valori significativi» spiega a Repubblica Henri Diémoz di Arpa Valle d’Aosta che, insieme alla collega Annachiara Bellini, è fra gli autori. «In dieci anni ad Aosta emerge ad esempio un trend del +7%. A Roma di quasi il 10%, ugualmente a Sesto Fiorentino. Più a sud invece, a Lampedusa, non si registrano aumenti. L’Europa centrale è quella più esposta». Il motivo principale dell’aumento dei raggi ultravioletti, pericolosi per la salute umana, è da ricercarsi nei mutamenti dell’atmosfera.

Il fisico Alcide Giorgio di Sarra, ricercatore di ENEA che ha preso parte al paper, racconta come «la causa è soprattutto dovuta a una diminuzione della copertura nuvolosa. Anche se lo studio non evidenzia un collegamento diretto con la crisi del clima è chiaro come il surriscaldamento, portando a modifiche relative a temperature, umidità e circolazione, stia impattando sulla diminuzione della copertura nuvolosa. Meno nubi ci sono, più raggi UV passano». Diémoz aggiunge come, in percentuale minore, ci sia però anche un’altra causa. Per paradosso infatti abbiamo polmoni più sani ma pelle e occhi più a rischio. «L’altro fattore possibile è che anche la qualità dell’aria giochi un ruolo. In Europa è ora più pulita grazie a politiche ambientali efficaci. Ma inquinanti come le particelle fini, che ora sono in calo, facevano da velo e riflettevano la radiazione. Con meno particelle, passano più UV».

Un’altra analisi multi-causa richiamata anche nello studio sostiene che le variazioni delle nubi incidano per l’80%, le particelle per il 20%. In Italia, a differenza dei bollettini sulle ondate di calore, mancano però comunicazioni capillari e quotidiane sui raggi. La scala dei valori UV va da 1 a 11 e oltre. Dal valore 3 sino al 5 il grado è moderato, dal 6 al 7 alto, dall’8 al 10 molto alto e da 11 in poi estremo. Consci dell’aumento della radiazione nelle ultime ore l’Arpal ha appena installato a Genova e La Spezia nuovi radiometri: misuravano un indice di 6.

 

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