Uccide la moglie 60enne e il figlio di 15 anni e si suicida: l’uomo aveva perso i genitori da poco

Un sovrapporsi di problemi e ansie che lo avrebbero macerato fino a convincerlo che l’unica strada per uscirne era quella di sterminare la sua famiglia e poi togliersi di mezzo. L’incapacità di affrontare le difficoltà dell’esistenza e, infine, quel chiodo fisso del possesso sulle vite degli altri che emergono in molte tragedie famigliari. L’ennesima è accaduta sulle colline assolate e fronte mare di Finale Ligure, nel savonese, dove tre componenti di una stessa famiglia (padre, madre e il figlio minorenne) sono stati trovati senza vita all’interno della loro abitazione in via dei Forti di Legnino. Secondo le prime ricostruzioni e le indagini in corso, si tratterebbe di un caso di omicidio-suicidio. L’uomo avrebbe preso l’iniziativa sparando prima alla moglie e al figlio minore con una pistola, per poi togliersi la vita.

Secondo una prima ipotesi l’uomo, Daniele Baruzzo, 59 anni, contabile in un’azienda dell’automotive di Savona, avrebbe prima sparato alla moglie Paola Siri, architetta di 60 anni che aveva lo studio nella stessa abitazione della tragedia, e poi al loro figlio Mattia di 15 anni, studente che giocava a calcio nella squadra giovanile del Finale. Infine ha rivolto l’arma, una pistola, contro di sé.

Secondo quanto appreso, l’uomo avrebbe scritto una lettera che è stata ritrovata. Sul posto si è recato il magistrato di turno che ha dato il nulla osta per il trasferimento delle salme nella camera mortuaria. Da quanto si è potuto apprendere le motivazioni sarebbero legate alla recente morte dei genitori dell’uomo, ad una presunta forma depressiva di cui avrebbe sofferto la moglie e ad altre situazioni che non appaiono insormontabili ma che per Baruzzo sono diventate la giustificazione per la mattanza.

Sconcerto e profonda tristezza in paese dove la coppia era molto conosciuta. Il figlio giocava in una squadra di calcio locale. I corpi dell’intera famiglia, ormai privi di vita, sono stati scoperti all’interno dell’appartamento intorno alle 12:30. Gli inquirenti stanno sentendo i vicini di casa e i conoscenti per capire se alla base del gesto ci fossero gravi problemi economici, tensioni personali o situazioni di profondo disagio psicologico.

Lutto cittadino
Il Comune di Finale ha diffuso una nota nel primo pomeriggio: “In relazione al grave lutto che oggi ha colpito la città di Finale Ligure si comunica che tutte le iniziative previste fino a domenica 6 settembre a Finale Ligure sono annullate / rinviate a data da destinarsi”.

La società sportiva
Così la società lo ricorda attraverso il presidente Candido Cappa e il responsabile del settore giovanile Pier Paolo Gallea: «Una tragedia ha spezzato la vita di un nostro giovane atleta e ha colpito la comunità. Ci stringiamo ai parenti, amici, compagni di squadra e a tutte le persone che gli hanno voluto bene, condividendo il dolore immenso. Siamo affranti, increduli.

Sospendiamo allenamenti e partite». E aggiungono: «Come segno di rispetto, vicinanza e raccoglimento, la società ha deciso di sospendere tutte le attività del settore giovanile, compresi allenamenti e partite, fino a domenica. Ricorderemo il nostro giovane atleta per la sua presenza nel gruppo, per i momenti condivisi e per il legame costruito con i compagni e con tutta la società. Il suo ricordo resterà custodito nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di accompagnarlo. Il calcio giovanile non è solo allenamenti e partite: è comunità, amicizia, crescita e condivisione». «Ciao piccolo campione. Il tuo sorriso, il tuo impegno e il ricordo dei momenti vissuti insieme rimarranno per sempre parte della storia del Finale FBC e del cuore di chi ti ha conosciuto».

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