Con stima lo definiscono “La Storia”. Con affetto lo chiamano don Peppino. Per la Real Aversa Giuseppe De Michele non è soltanto un dirigente ma un simbolo, un esempio da seguire. Sabato 12 settembre compirà 83 anni. Il dirigente accompagnatore dei granata ha deciso di festeggiarli ieri allo stadio Bisceglia. Ha sfidato superstizione e scaramanzia perché il giorno del suo compleanno la squadra di mister Salvatore Campilongo sarà impegnata a Ischia nell’anticipo della seconda giornata del girone H di Serie D. Prima la partita, prima il calcio.
È il dna di don Peppino. Che ha trascorso 70 anni della sua vita sui campi da pallone. Già a 13 anni si è distinto nei settori giovanili delle squadre dell’agro aversano, poi ha fatto la trafila tra i “grandi” partendo dalla Seconda Categoria e approdando in Promozione. A Cesa, nella sua città, ha contribuito alla vittoria di due campionati. Da giocatore si è fatto notare anche ad Aversa. Nonostante fosse piccoletto era un attaccante con il fiuto del gol. Un “falso 9” ante litteram. Poi una brillante carriera da allenatore. Tra i tanti successi l’approdo in Eccellenza quando sedeva sulla panchina della Santantimese.
A un certo punto ha deciso di affiancare due grandissimi tecnici. Prima Peppe Cresci e poi Mimmì Gargiulo. Due suoi amici fraterni, purtroppo entrambi scomparsi. Con loro ha calcato quasi tutti i campi della Campania e ha fatto incetta di vittorie. Dalla panchina è passato dietro la scrivania. Come direttore generale e poi team manager ha gioito per la scalata in Serie C2 e per la vittoria della Coppa Italia Nazionale Dilettanti dell’Aversa Normanna. Da allora sono passati quasi 30 anni e De Michele si è legato a vita alla squadra di calcio della città dell’Arco dell’Annunziata. Don Peppino c’è sempre stato, sia nei momenti belli, quando si vincevano i campionati, sia quando la squadra fu ritirata dal girone di Eccellenza. Sempre lì sul campo a prendersi gli applausi ma anche i fischi.
Negli ultimi due anni ha esultato per la vittoria dei playoff nazionali di Eccellenza e per il ritorno in Serie D dei granata e per la salvezza raggiunta l’anno scorso. In questa stagione il presidente Angelo Tinto e il presidente onorario Mimmo Diana lo hanno voluto con loro come dirigente accompagnatore. In occasione della presentazione della Real Aversa in piazza Municipio gli ultrà tributarono a De Michele il coro “don Peppino uno di noi”. Lui salutò i tifosi con gli occhi lucidi per la felicità e la commozione. Ieri il gruppo dirigente, lo staff tecnico e i calciatori lo hanno festeggiato al Bisceglia per i suoi 83 anni.
Presenti quasi al gran completo i vertici societari. Il patron Tinto, impegnato per lavoro all’estero, ha fatto giungere i suoi auguri e la sua vicinanza tramite il fratello Raffaele, vicepresidente della Real Aversa. In prima fila con lui c’erano il presidente onorario Diana, che considera De Michele un padre, i vicepresidenti Enzo Cacace e Antonio Scarpa, il direttore generale Giovanni Buonomano, il ds Livio Scuotto, il team manager Pasquale Marzochella e i dirigenti Renato e Marco Ciardulli, Ubaldo Di Martino e Salvatore Trotta, oltre all’insostituibile magazziniere Pietro Giannone.
Non poteva mancare al rendez-vous il dottor Giuseppe Del Vecchio, medico del Napoli per oltre un decennio e amico di don Peppino da almeno 70 anni. Molto belli i cori dei calciatori e l’affettuoso abbraccio tra mister Campilongo e il dirigente accompagnatore. De Michele ha ringraziato tutti e ha chiesto come regalo di compleanno i 3 punti contro l’Ischia: “Se mi volete bene sabato dobbiamo vincere”. Sulle torte con il logo della società c’era scritto: “Don Peppino per sempre uno di noi. Auguri di cuore dalla Real Aversa”. La Storia continua.
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