La Real Aversa supera il Melfi 2-0, qualità e compattezza nel segno di Campilongo. Mercato super

Inizia con il piede giusto la nuova avventura della Real Aversa nel girone H di Serie D. Al Bisceglia il team di mister Salvatore Campilongo stende il Melfi con un secco 2-0. Un risultato che poteva essere ancora più rotondo considerata la mole di gioco dei granata che per quasi tutti i 90 minuti hanno tenuto in mano le redini del match. Unica nota stonata la scarsa presenza sugli spalti dei tifosi normanni. Da elogiare il sostegno degli ultrà della Real che, come sempre, hanno risposto all’appello supportando i propri beniamini fino al triplice fischio dell’arbitro. Nutrita la partecipazione della tifoseria ospite che ha quasi riempito la curva Nord. Encomiabili gli applausi a fine gara tra gli ultrà delle due squadre. Uno spot per il calcio. Chapeau.

Michele Masala

GARA A SENSO UNICO
Torniamo al rettangolo verde. Primo tempo interamente di marca granata. Gli uomini di Campilongo hanno mantenuto un costante possesso palla chiudendo gli avversari nella loro metà campo. Sul finire della prima frazione di gioco arriva il meritato vantaggio della Real Aversa, grazie alla mossa intelligente di Campilongo che pochi minuti prima del gol aveva invertito gli esterni d’attacco spostando Faella a destra e Masala a sinistra. Dopo un’azione manovrata la palla giunge nei piedi di Masala che si libera magistralmente degli avversari e insacca alle spalle dell’ex di turno D’Agostino. Poco dopo squadre negli spogliatoi.

Al rientro in campo non cambia lo spartito. I granata continuano a macinare gioco senza badare a preservare il risultato. Un atteggiamento griffato Campilongo. Pur alternando fasi in cui il ritmo si è abbassato, anche per il notevole caldo, il tecnico dei normanni ripropone una squadra propositiva e votata all’attacco. E al 4’ del secondo tempo arriva il raddoppio. In rete di nuovo Addae, già a segno nel match di Coppa Italia. Ancora una volta il centrocampista granata si è iscritto nel tabellino dei marcatori grazie a un preciso e potente colpo di testa.

Salvatore Campilongo

POCHI GIALLI, TANTO NERVOSISMO
Fino alla metà della seconda frazione di gioco la Real domina la gara, poi la partita scivola sui binari del nervosismo in seguito ad alcune decisioni discutibili dell’arbitro, troppo titubante nel sanzionare con il giallo alcuni interventi dei giocatori del Melfi. Proprio per un mancato cartellino, apparso a tutti solare, la panchina granata protesta all’indirizzo del direttore di gara, che prima espelle l’allenatore in seconda e poi anche Campilongo. L’unica colpa del timoniere dell’Aversa sarebbe stata quella di aver varcato la linea dell’area tecnica, condotta normalmente sanzionata con un’ammonizione. Il pugno duro dell’arbitro fa innervosire i calciatori e nell’ultima parte del match il gioco è molto spezzettato per i frequenti incontri ravvicinati tra i giocatori delle due squadre.

L’esultanza dei calciatori granata

CAPITAN ESPOSITO-FORTE, DIGA INSUPERABILE
Soltanto quando gli schemi sono in parte saltati il Melfi staziona nella metà campo avversaria. Gli ospiti collezionano una serie di corner e qualche calcio di punizione dal limite senza però creare nessun grattacapo a Yimga, giovanissimo portiere con la personalità di un veterano. Poi cala il sipario su una partita vinta meritatamente dalla Real Aversa. Rispetto al match di coppa la squadra di Campilongo ha fatto altri passi avanti. Ovviamente, siamo a inizio stagione, c’è ancora da migliorare, soprattutto in alcuni automatismi tattici, ma quanto fatto vedere fin qui è molto incoraggiante, anche per alcune trame spettacolari sia nella costruzione del gioco, sia sul piano individuale. Ancora una volta Addae sembra disputare un altro sport per qualità tecniche e strapotere fisico. Quando il canovaccio tattico si è un po’ sfilacciato per il nervosismo, Campilongo lo ha fatto stazionare di più sulla linea difensiva per ridare ordine alla squadra. Anche contro i pugliesi capitan Esposito e Forte hanno eretto una barriera invalicabile davanti alla porta di Yimga e spesso hanno impostato il gioco dal basso senza buttar via palla alla cieca. Molto bene anche i terzini under Hernandez e Tarantino.

Francesco Verde

CENTROCAMPO DI ALTISSIMO LIVELLO
In mezzo al campo il neoacquisto Mario Prezioso ha dato qualità e corsa, dimostrando di essere un calciatore di un’altra categoria. Assieme a Addae e a Verde, che come sempre ha divorato chilometri, l’esperto centrocampista ha formato una diga solida e di altissimo livello. Un altro match da 7,5 in pagella per Masala, non solo per il gol ma anche per il suo atteggiamento. Sulla corsia esterna d’attacco si è distinto anche Faella con una prestazione notevole sotto l’aspetto tecnico e per dinamismo. Davanti Favetta ha lottato su ogni pallone e ha fatto da sponda per Masala e Faella per allargare il gioco e favorire i cross e i tiri da fuori area. Sono subentrati con il giusto piglio Petricciuolo, Galeotafiore, Cambrini, Della Pietra e Nocchiero, a coronamento di un match in cui la Real Aversa inizia a essere a immagine e somiglianza di mister Campilongo.

Livio Scuotto

MERCATO DA GRANDE SQUADRA
Come sempre impeccabile l’aspetto organizzativo, supervisionato dal direttore generale Giovanni Buonomano, e messo a punto dal prezioso Salvatore Trotta. Da 10 e lode il lavoro del direttore sportivo Livio Scuotto che con gli ultimi innesti di Donato Solaro e Stefano Codraro, entrambi classe 2006, e di Francesco Felleca, colpaccio messo a segno nelle ultime ore, oltre a quello di Prezioso, ha condotto un mercato perfetto in linea con le ambizioni del presidente Angelo Tinto, del presidente onorario Mimmo Diana e dell’intero gruppo dirigente granata. Ci piace qui ricordare il vulcanico Renato Ciardulli e il mite Giovanni Miniero che ieri, assieme ai vicepresidenti Enzo Cacace e Antonio Scarpa, non hanno fatto mancare il loro supporto alla squadra. Da segnalare la presenza in panchina del dottor Peppe Del Vecchio, medico sociale del Napoli per oltre un decennio, assieme al dirigente accompagnatore Giuseppe De Michele. Don Peppino e Del Vecchio sono amici da 70 anni, come ha ricordato ieri lo stimatissimo medico.

Gli ultrà della Real Aversa

SOLO GLI ULTRÀ NON BASTANO
Come già detto, l’unica nota dolente è stata la scarsa partecipazione dei tifosi. Un dato che cozza con l’ingente sforzo economico e personale del duo Tinto-Diana e degli altri dirigenti, tra cui il vicepresidente Raffaele Tinto, per allestire un team molto competitivo, in grado di “dare fastidio a tutti”, per dirla con Campilongo, in un girone ostico come quello campano-pugliese-calabrese. Nulla da rimproverare agli ultrà, sempre presenti a sostenere i calciatori, ma senza uno stadio pieno sarà difficile trasformare il Bisceglia in un fortino, elemento indispensabile per disputare una stagione nella fascia alta della classifica. Sarebbe il caso, lo diciamo senza alcun intento polemico, che l’amministrazione comunale comprendesse l’importanza per la città di avere una squadra che milita in Serie D, sulla soglia del calcio professionistico.

Va segnalata la presenza del consigliere comunale Ivan Giglio alla gara di ieri ma il vero tema sul tappeto amministrativo è la capacità di “creare sistema” attorno alla Real Aversa per non lasciare solo il gruppo dirigente. D’altro canto la città deve essere all’altezza di una squadra che vuole dire la sua in un campionato importante. Senza l’apporto di tutti il cammino sarà ancora più difficile. E soprattutto sarà un’impresa quasi impossibile continuare a dare lustro alla città sui palcoscenici del calcio che conta.

Mario De Michele

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