Sversamento nei Navigli, chiazza di gasolio di 28 km arrivata alla Darsena: “Gesto doloso, gravi danni alla biodiversità”

E’ arrivata anche in Darsena, a Milano, parte della grande macchia di idrocarburi segnalata da ieri nel Naviglio Grande a partire da Magenta per un percorso di circa 28 chilometri. Nella zona dei Navigli, una delle più caratteristiche e turistiche della città, si è anche diffuso un odore non tanto di benzina quanto di olio frusto. Il materiale è comunque una piccola porzione, rispetto a quello sversato sul Naviglio, dove, sono da questa notte al lavoro Regione, Comune, Città Metropolitana, Protezione civile, Consorzio Villoresi.

Lo sversamento, secondo i primi accertamenti, sarebbe avvenuto a Ponte Nuovo di Magenta, durante un intervento alle fognature. Dove però quelle sostanze non avrebbero dovuto esserci, anzi, l’intervento pare sia scattato proprio per il ripristino della rete fognaria bloccata. Ora Arpa, Comune, e Consorzio stanno cercando di capire da dove sia giunto il grande quantitativo oleoso. Poco distante si trova anche un’area industriale dismessa, l’ex Saffa, chiusa nel 2002 e oggetto di una grande bonifica nell’ambito di un rilevante progetto edilizio. La parte di bonifica relativa all’area Saffa a Boffalora sopra Ticino è già stata completata con la rimozione di 120mila metri cubi di macerie e fanghi inquinati dal sottosuolo. Quella nella porzione di Ponte Nuovo è in fase di avvio.

Direttore Parco Ticino: “Gravi conseguenze per fauna ittica”
“Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile – è l’allarme del direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola sullo sversamento della sostanza oleosa avvenuto -. Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati. La Lipu ci ha informato che stanno cercando di trattare un cigno imbrattato – aggiunge – e ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche. Noi – conclude – lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali.

Sul Naviglio Pavese eseguite operazioni di aspirazione dell’acqua
Per tutta la notte sono andate avanti senza sosta le operazioni dei vigili del fuoco allo scopo di contenere la massa liquida che dal pomeriggio di ieri si è sversata per circa 28 km sulle acque del Naviglio Pavese fino a raggiungere le porte di Milano. Le operazioni di aspirazione dell’acqua sono in corso anche in via Ascanio Sforza. Le squadre del Comando di via Messina, in stretto coordinamento con la Protezione civile, utilizzando sette barriere di contenimento, sono riuscite almeno in parte a frenare la corsa di questa sostanza che sembrerebbe ricca di idrocarburi. Una parte di essa seppur minima ha raggiunto anche la Darsena.

E questa mattina il Consorzio Est Ticino Villoresi sta proseguendo le attività di pulizia della Darsena attraverso l’utilizzo di panni assorbenti ed è operativo anche a Gaggiano. All’altezza della Canottieri Milano lungo circa seicento metri – ha comunicato l’assessore Marco Granelli – sono state montate delle panne, ovvero rotoli arancioni di materiale assorbente l’acqua inquinata che si trova in superficie e delle barriere un po’ più profonde per intercettare per esempio le alghe che hanno assorbito la materia oleosa. L’operazione è sostanzialmente riuscita e Darsena e Naviglio Pavese sono salvi”, spiega l’assessore. “Solo pochi residui hanno superato la barriera. Ora si lavora ancora all’altezza di via Ascanio Sforza e Tibaldi. Resta il problema a monte, nel magentino”.

L’azione di prosciugamento della sostanza proseguirà per tutto il giorno convergendo su un punto di raccordo in via Conchetta a Milano, dove è presente una chiusa che permetterebbe proprio ai soccorritori di bloccare e prosciugare quanto più possibile la sostanza. Presenti cinque mezzi dei vigili del fuoco che da ieri lavorano in stretta sinergia con il Comune di Milano e Città Metropolitana.

Subito sono state predisposte alcune dighe galleggianti, posizionate vicino ad Abbiategrasso, a Trezzano sul Naviglio e a Corsico, mentre la chiazza si stava spostando verso Milano. Per tutta la notte si è lavorato perché la minaccia ambientale non arrivi a interessare la Darsena, nel capoluogo meneghino. Sono state usate due pompe (una messa a disposizione da Regione e l’altra da Comune) per aspirare gli inquinanti, ma le chiazze di idrocarburi sono comunque entrate nelle acque del Naviglio in città.

Chiuse le rogge irrigue per evitare contaminazioni
Il Consorzio sta inoltre presidiando il corso del Naviglio Grande, del Naviglio di Bereguardo e del Naviglio Pavese e ha provveduto alla chiusura delle bocche che alimentano le rogge irrigue, così da evitare possibili contaminazioni delle coltivazioni risicole e delle aree naturalistiche del Parco Agricolo Sud Milano. “Fin dalle prime ore abbiamo messo in campo uomini e mezzi per contenere la propagazione della sostanza lungo il sistema dei Navigli – afferma Alessandro Rota, presidente del Consorzio Est Ticino Villoresi -. Stiamo intervenendo sulla Darsena e a Gaggiano e abbiamo chiuso le bocche delle rogge irrigue per tutelare le coltivazioni risicole e le aree naturalistiche del Parco Sud. Il presidio proseguirà fino al completo superamento della criticità”.

Lo sversamento sarebbe stato provocato da lavori di scavo, con la perforazione di una condotta. “Stiamo lavorando per capire cosa sia successo”, aveva detto in un video pubblicato su Facebook il vicesindaco di Magenta, Simone Gelli. “Si sta cercando di capire di che natura siano questi idrocarburi, non solo per risalire ai colpevoli, ma anche per mettere in essere tutte quelle attività che possano bloccare tutte le sostanze che sono state sversate”.

L’assessore all’Ecologia del Comune di Abbiategrasso, Valter Bertani, non nasconde la propria preoccupazione ed è in “costante contatto” con Prefettura e Consorzio Villoresi. Il liquido nero è stato segnalato anche sui social ufficiali del Comune di Corsico. “Gli uffici e la Polizia Locale stanno seguendo ogni sviluppo e monitorano la situazione, per quanto riguarda il nostro territorio” si legge sul profilo Instagram del Comune.

Il sindaco di Magenta: “Un evento doloso”
“Sicuramente è un evento doloso – dice il sindaco di Magenta Luca Del Gobbo – io mi chiedo chi è che può aver fatto una roba del genere. Ieri verso le 13,30 c’era un intervento di manutenzione ordinaria delle fogne. I tecnici mi hanno spiegato che appena hanno chiuso le pompe è uscita questa sostanza che è molto simile al petrolio. In quel punto non ci sono aziende, quindi per quanto possa sembrare folle l’ipotesi è che qualcuno abbia sversato questa sostanza nella fogna e da lì si sia diffusa. All’inizio avevamo pensato subito all’oleodotto da Malpensa anche perché quindici giorni fa c’era stato un tentativo di furto, ma i rilievi hanno escluso perdite. Andando verso su la fogna era pulita quindi di sicuro lo sversamento è da quel punto in poi”.

“Un cigno recuperato ad Abbiategrasso rappresenta l’immagine dell’immane tragedia che ha colpito il nostro territorio ieri – ha scritto su Facebook l’assessore magentino Simone Gelli postando la foto dell’animale salvato– Mi auguro che il colpevole venga assicurato alla giustizia quanto prima e che, magari vedendo questa foto, abbia un sussulto di dignità ed orgoglio e si costituisca. Un intero ecosistema messo in gravissima difficoltà e che rimarrà tale per chissà quanto tempo”.

Ultime notizie

Parlamento & Governo