La protesta continua. Non si ferma. E si inasprisce. Gli autotrasportatori campani restano in trincea, le parole di Salvini non li hanno convinti a desistere. Centinaia di tir incolonnati al Sud, code chilometriche in prossimità dei blocchi. Nel dettaglio sono ancora chiusi da stamattina il nodo tra l’A1 e l’A30 Caserta-Salerno, lo svincolo di Nocera – Pagani e il nodo tra l’A1 e la Sp1 Casoria. Sul posto, gli agenti della polizia stradale e il personale di Autostrade per l’Italia. La società consiglia agli automobilisti percorsi alternativi. Intanto i blocchi paralizzano servizi, scuole, trasporti, imprese. Gli Industriali di Campania, Puglia e Calabria lanciano un sos al governo: “Imprese al collasso, ora risposte”.
Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini ancora stamattina diceva a Radio Anch’io: “Siamo vicini a tutti quelli che lavorano, capiamo la loro sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali, altra cosa è danneggiare milioni di altri lavoratori, produttori, agricoltori, pescatori, pendolari ecc”. Nei supermercati scaffali vuoti, nelle strade benzinai chiusi. E interviene la prefettura di Napoli con un piano straordinario per garantire la circolazione dei mezzi che trasportano beni essenziali: farmaci e forniture sanitarie, carburanti, derrate alimentari e merci deperibili, mangimi per il settore zootecnico e rifiuti solidi urbani diretti agli impianti di destinazione.
Si muovono i sindaci di Napoli e Bari, preoccupati per la situazione che si è venuta a creare e che tende ad aggravarsi di ora in ora. Gaetano Manfredi e Vito Leccese, in una nota congiunta, prendono atto degli impegni annunciati e tornano a chiedere un intervento urgente per fronteggiare le gravi criticità che stanno interessando il Mezzogiorno. “Ribadiamo gli appelli lanciati nei giorni scorsi e la necessità del confronto avviato dal governo con le associazioni dell’autotrasporto – si legge nella nota – la situazione resta estremamente critica e rischia di aggravarsi ulteriormente con il passare delle ore. A Napoli, Bari e in numerosi altri territori del Sud, il blocco della circolazione delle merci sta compromettendo gli approvvigionamenti alimentari, con prodotti che non raggiungono le piattaforme di distribuzione e scaffali dei supermercati sempre più vuoti. Le difficoltà cominciano a interessare anche servizi essenziali come la raccolta dei rifiuti e il trasporto pubblico extraurbano. Non siamo più di fronte a una crisi circoscritta al settore dell’autotrasporto, ma a un’emergenza che rischia di paralizzare intere comunità, con conseguenze economiche e sociali sempre più pesanti”.
Quindi lanciano un appello: “Occorre accelerare concretamente la risoluzione della vertenza. Chiediamo al Governo e al ministro Salvini di anticipare il confronto previsto per il 27 perché rischiamo città paralizzate e sommerse dai rifiuti. Auspichiamo che tutte le parti coinvolte individuino soluzioni che consentano di ripristinare la regolare circolazione delle merci e garantire la continuità dei servizi essenziali” concludono i due primi cittadini. Intanto, tra lavoratori e studenti c’è chi non riesce a raggiungere il posto di lavoro, scuole e università. La Federico II e la Vanvitelli da domani passeranno alla Dad (didattica a distanza) per il problema del carburante. In presenza solo laboratori e sedute di laurea. Il trasporto regionale Eav annuncia disservizi su gomma e ferro mentre la società Anm, che gestisce metro e bus a Napoli, garantisce le corse.
Gli Industriali di Campania, Puglia e Calabria fanno sentire la loro voce: “La vertenza degli autotrasportatori richiede risposte immediate. L’attività produttiva è alla paralisi, per mancanza di approvvigionamenti. Il blocco deve cessare, altrimenti i danni per consumatori e imprese, già rilevanti, diventeranno insostenibili”. E ancora: “Confidiamo nell’azione del governo, che speriamo possa estendere la sospensione della protesta a tutto il territorio meridionale, così come auspichiamo, per situazioni di assoluta emergenza, l’intervento delle forze dell’ordine. Bisogna contrastare infiltrazioni della criminalità organizzata, che stanno speculando sulla protesta, aggravandone gli effetti. La vertenza deve trovare soluzione sui tavoli negoziali, non c’è altra strada. L’alternativa sarebbe la chiusura di tante aziende, la perdita di posti di lavoro, il degrado urbano e sociale”
L’Enav, ente nazionale di assistenza al volo, ha diffuso una nota nel quale avverte le compagnie aeree che, a causa della protesta degli autotrasportatori, gli scali di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti a secco di carburante per rifornire i velivoli in transito. Nessun problema, precisa l’Enav per l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. Nel nota inoltrata dall’ente nazionale dell’aviazione alle compagnie aeree si avvisa che “dalle ore 22 del 20 ottobre 2026 alle ore 22 del 23 ottobre 2026 presso l’aeroporto di Crotone (Libc) il carburante Jet A1 non è disponibile. I piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l’aeroporto di partenza o precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive”. Situazione analoga per lo scalo di Reggio Calabria. Il bollettino tecnico obbliga dunque tutti i comandanti a imbarcare quantitativi di carburante adeguati già sulle piste di decollo originarie, calcolando con la massima attenzione i consumi previsti.
Uil: Scuole a rischio paralisi al Sud
“La carenza di carburante che sta interessando diverse regioni del Sud Italia sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e rischia di compromettere seriamente il regolare svolgimento delle attività scolastiche. Non possiamo permettere che un’emergenza nei trasporti si trasformi in una paralisi delle scuole. E’ necessario intervenire con urgenza per garantire il diritto allo studio e la continuità dei servizi essenziali”. A dirlo è Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola, intervenendo sui gravi disagi legati alla distribuzione di carburante nel Mezzogiorno.
“Le criticità segnalate in Puglia, Calabria, Basilicata, Campania, Sicilia e anche piccole isole destano forte preoccupazione. La riduzione o la sospensione dei servizi di trasporto, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne, potrebbe impedire a migliaia di famiglie e studenti di raggiungere le scuole e al personale scolastico di recarsi al lavoro. Una situazione che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze territoriali e di penalizzare le comunità più fragili”. “Chiediamo al Governo, alle Regioni e agli enti locali interventi immediati, garantendo priorità nell’approvvigionamento di carburante ai servizi essenziali, a partire dal trasporto scolastico”.
I camion incolonnati
Forti disagi per gli automobilisti, ripercussioni anche sulla Tangenziale di Napoli con lunghe code. Prosegue il blocco dei rifornimento, supermercati vuoti e distributori a secco. Decine di camion bloccano l’ingresso all’interporto di Marcianise a Maddaloni, impedendo l’uscita dei mezzi di rifornimento. Centinaia di automezzi sono fermi tra Nola, Caserta Nord, Avellino, Capua e Caianello. Gli autotrasportatori in molti casi sono affiancati dagli agricoltori. Pesanti i disagi per la viabilità, complice anche il maltempo, nel Napoletano e nel Casertano. Restano a rischio i trasporti via mare verso Ischia e Procida. Tagli alle corse in vista anche per Air Campania.
Un camionista: “Sequestrato in autogrill a Caserta”
“Chiedo aiuto, questo è un sequestro di persona”. E’ l’appello di un autotrasportatore romano bloccato da ore nell’area di servizio di San Nicola La strada a Caserta dove nella notte, come racconta in una telefonata fatta all’Ansa sarebbe stato costretto ad entrare, con altre decine di tir, da alcuni manifestanti che poi hanno anche bloccato le uscite dell’autogrill. “Ho chiamato il 112 ma ai numeri della Polizia stradale che mi hanno fornito non risponde nessunò. “Faccio questo lavoro da dice anni – racconta ancora al telefono l’autista che preferisce rimanere anonimo – e chiaramente condivido le ragioni della protesta ma bisogna sempre lasciare ai lavoratori la libertà di aderire o meno allo sciopero senza usare, come sta accadendo, violenza o minacce. Avevo proposto a chi mi ha fermato di rientrare a Roma, ho un carico di alimenti a rischio deperimento. Non mi hanno neanche degnato di una risposta”.
I sindacati: “Campania a un passo da paralisi”
«La Campania è a un passo dalla paralisi – avvertono Lustro Filt Cgil e Ferraiuolo Uiltrasporti Campania – fate presto, non c’è più tempo da perdere. Siamo di fronte a un’emergenza economica e sociale che ha già superato il livello di guardia. Gli scaffali dei supermercati si svuotano, i carburanti scarseggiano e cittadini, lavoratori e famiglie stanno pagando un prezzo insostenibile. Il Governo deve intervenire immediatamente: non possiamo assistere impotenti al blocco progressivo delle attività essenziali e della vita quotidiana. Servono risposte concrete anche sul caro vita e sulla tutela dei redditi, già duramente colpiti dall’aumento dei prezzi». Il presidente Conftrasporto- Confcommercio Pasquale Russo apprezza interessamento del presidente Fico ma invita a fare attenzione a manifestazioni spontanee che provocano danni a cittadini e imprese. Abbiamo ripercussioni enormi all’economia della Campania”.
In Sicilia revocato fermo tir, resta agitazione
Ieri il Comitato trasportatori siciliani (Cts) ha disposto la revoca del fermo dei servizi per sbloccare la situazione logistica in Sicilia e dare un segnale di apertura al governo. La decisione è giunta dopo il confronto con il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, “durante il quale sono state accolte- informa una nota del Cts – la quasi totalità delle richieste della piattaforma rivendicativa”. Il prossimi incontro è per il 27 ottobre.
L’associazione precisa, tuttavia, che le aziende rimarranno in stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti. “Vogliamo tornare a lavorare e non penalizzare ulteriormente il territorio ma la revoca del fermo non è una cambiale in bianco. Monitoreremo con estrema attenzione il rispetto delle tempistiche e l’istituzione del tavolo per il Sud”, dice il Cts.
Alcuni autotrasportatori ‘padroncini’ hanno annunciato l’intenzione di continuare con l’agitazione. Ci saranno due tavoli distinti per affrontare la crisi dell’autotrasporto, con un confronto specifico dedicato alle piccole imprese e a quelle escluse dal credito d’imposta, ha annunciato il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, al termine dell’incontro a Milano con i rappresentanti dei sindacati autonomi degli autotrasportatori del sud, parlando dei prossimi appuntamenti del 27 ottobre.





