Ingoria al congresso del Pdci, Csm diviso

La quarta Commissione del Csm non ha trovato una posizione unitaria sull’inserimento nel fascicolo personale del magistrato Antonino Ingroia della censura che nel febbraio scorso gli rivolse il Plenum per la sua partecipazione definita “inopportuna” al congresso del Pdci.

Il caso verrà quindi affrontato al Plenum nelle prossime settimane. La commissione, che è competente sulla valutazione di professionalità dei magistrati si è divisa su due istanze: quella di maggioranza, che propone il non inserimento degli atti, votata dai consiglieri togati Angelantonio Racanelli, di Magistratura indipendente, Mariano Sciacca di Unicost, Roberto Rossi di Area, e dal laico del Pd Glauco Giostra, e l’altra che invece chiede l’inserimento per la quale si sono espressi l’indipendente Aniello Nappi e il laico del Pdl. Già in settembre, preso atto dell’esistenza di due linee contrapposte sulla questione, la Commissione ha avvertito il procuratore aggiunto di Palermo del rischio che nel suo fascicolo sia inserita quella censura, dandogli così la possibilità di chiedere al Csm di essere ascoltato o di inviare una memoria difensiva. In assenza di una risposta da parte del magistrato, che intanto è partito per il Guatemala, la Commissione ha quindi votato ieri.

 

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