Con l’intensificarsi delle ondate di calore, oltre alle temperature crescono anche gli annunci ingannevoli sul web che pubblicizzano fantomatici “condizionatori portatili” progettati da “ex ingegneri” della Nasa. Su Facebook e YouTube per esempio ci si imbatte facilmente nei video promozionali di BreezaMax, uno “straordinario” dispositivo che, pur pesando meno di un chilo, sarebbe capace di raffreddare qualsiasi stanza in meno di 90 secondi, consumando il 90% in meno di elettricità rispetto a un normale condizionatore. Il segreto? Una “tecnologia avanzata ispirata ai sistemi spaziali per generare aria fresca immediata”. Naturalmente la tecnologia è “brevettata” e non se ne può sapere molto di più.
A parte un assai generico: “il sistema accelera il flusso d’aria, aspira il calore, lo raffredda rapidamente e diffonde un getto d’aria fresca e costante”. Thomas Berger e Leo Garcia, i due presunti ingegneri autori del progetto, viene spiegato nello spot, in passato hanno lavorato sui sistemi di controllo termico della Nasa. Naturalmente, si tratta di nomi e professionalità inventate. Anche se uno scienziato di nome Thomas Berger esiste effettivamente, ma lavora presso il Centro Aerospaziale Tedesco e non si occupa di condizionatori. Se non bastasse questo a classificarla come truffa online, si potrebbero invocare le leggi della fisica (per le quali è impossibile che l’energia termica, il calore, scompaia: e infatti i condizionatori, quelli veri, per tenere freschi gli ambienti interni devono dissipare all’esterno il caldo in eccesso). Infine c’è la solita retorica complottista: le grandi aziende nascondono alle masse accaldate questa scoperta perché altrimenti fallirebbero, ecc.
Eppure, nonostante i tanti campanelli d’allarme, molti consumatori, tra quelli meno attenti e avvertiti, si trovano a comprare questi oggetti (i prezzi oscillano tra i 50 e i 150 euro), scoprendo, una volta spacchettati e accesi che si tratta, nel migliore dei casi, di piccoli ventilatori camuffati da condizionatori. A trarre in inganno spesso è la qualità dei video promozionali, sempre più spesso realizzati con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. Nel Regno Unito, alle prese con temperature mai registrate prima, la truffa dei condizionatori ha assunto dimensioni tali che nelle scorse ore è intervenuta l’Autorità per gli standard pubblicitari, avvertendo che questi prodotti sono spesso “troppo belli per essere veri”. L’Agenzia ha messo in guardia i consumatori fornendo un decalogo che permetta loro di riconoscere la truffa dei finti condizionatori, invitandoli a segnalare i siti sospetti e comunque a informarsi, prima di concludere l’acquisto, sul rivenditore e di verificare che fornisca recapiti autentici e un indirizzo aziendale valido.






