In Italia è boom di nuovi vaccinati contro il Covid, ma l’obbligo per gli over 50 introdotto dal governo non ha ancora sortito gli effetti sperati. Dal 3 al 9 gennaio 483.512 persone hanno ricevuto la prima dose di vaccino. Una crescita del 62,1% rispetto alla settimana precedente, quando il numero si era fermato a 298.253. Gran parte del dato è da attribuire alle fasce d’età 5-11 anni, che ha segnato il numero record di 267.412 vaccini (+53,3%), e 12-19 anni con 267.412 nuove somministrazioni (65,5%). Lo indica il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Nella settimana dal 5 all’11 gennaio si rileva un aumento del 49% dei nuovi casi di Covid-19, che sono stati un milione e 207.689 rispetto agli 810.535 della settimana precedente. In forte crescita sono anche i casi attualmente positivi: sono 2.134.139 rispetto a 1.265.297 della settimana precedente, pari a +68,7%. Mentre l’incidenza di nuovi casi di infezione da Sars-Cov-2 in 56 province supera i 2000 casi per 100.000 abitanti. Gimbe parla poi di «misure insufficienti a frenare la salita dei contagi». Nonostante la buona notizia dell’aumento sostanziale di nuovi vaccinati, resta la nota negativa che riguarda gli over 50. Nel report di Gimbe che fa riferimento alla scorsa settimana, si segnala che «la recente introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50 al momento non ha sortito grandi effetti, visto che in questa fascia anagrafica i nuovi vaccinati sono solo 73.690». All’11 gennaio le persone ancora non vaccinate in Italia erano 8,61 milioni. Sono 2,21 milioni quelli che non hanno ancora ricevuto la prima dose del vaccino contro il Covid. L’enorme quantità di nuovi casi «incontrando una popolazione suscettibile troppo numerosa, sta progressivamente saturando gli ospedali, di conseguenza, molte regioni si avviano verso la zona arancione entro fine mese». Così il presidente Cartabellotta facendo il punto sui posti letto ancora disponibili che, in caso di occupazione da parte di pazienti Covid, porterebbe ciascuna Regione in zona arancione al netto di un eventuale incremento dei posti. Calabria e Piemonte sono a 0 posti disponibili in intensive e in area medica, Liguria 0 area medica e 1 posto in intensiva, Sicilia 0 in area medica e 4 intensive.

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