HomeAttualitàFunziona l'obbligo del vaccino per gli over 50, boom di somministrazioni

Funziona l’obbligo del vaccino per gli over 50, boom di somministrazioni

Aumenta il numero delle inoculazioni in Italia, la struttura commissariale di Francesco Figliuolo in una settimana, ovvero nei giorni compresi tra il 7 e il 13 gennaio, ha registrato 4,5 milioni di somministrazioni, con una media di 650mila ogni giorno. Ma lo sguardo è rivolto in particolare alla platea degli over 50, la fascia d’età dimostratasi più riluttante al vaccino e che da una settimana è sottoposta all’obbligo vaccinale. Sono ancora due milioni le persone ultracinquantenni a non a non aver ricevuto la prima dose. Dal primo febbraio è prevista una multa di 100 euro per chi non si sarà adeguato alle disposizioni introdotte dal governo Draghi. Dal 15 febbraio, invece, il Green Pass rafforzato è esteso a tutti i lavoratori dai 50 anni in su per l’accesso ai luoghi di lavoro privati e pubblici. Per certificazione verde rafforzata si intende quella ottenuta solo con la vaccinazione o la guarigione e non attraverso un tampone antigenico rapido o molecolare. Dall’annuncio di queste nuove misure a dall’introduzione dell’obbligo vaccinale per gli over 50, entrato in vigore l’8 gennaio, l’andamento delle somministrazioni di prime dosi in questa fascia d’età risulta più che positivo. Dal 6 gennaio 2022 in poi, l’incremento settimanale medio è passato da circa 5mila prime dosi a quasi 20mila in data 14 gennaio, come mostra il grafico di Lorenzo Ruffino di YouTrend. L’obbligo dunque, funziona. Il 14 gennaio, la percentuale di persone con almeno 2 dosi nella fascia d’età 50-59 anni è del 86%, secondo i dati di Statista, su una platea di oltre 9milioni e mezzo di persone. In base ai dati della Fondazione Gimbe, in media in Italia i cittadini over 50 che non hanno ricevuto nessuna dose di vaccino rappresentano purtroppo ancora il 6,3%; la regione più virtuosa è la Puglia, dove la popolazione non vaccinata over 50 è il 2,9%; il picco di popolazione non vaccinata con più di 50 anni si tocca nel Friuli Venezia Giulia, dove la percentuale va oltre il 10%; vale lo stesso per la Valle D’Aosta; in Calabria la percentuale fiora il 10%; in Campania siamo ad oltre il 7%. Ancora secondo la Fondazione Gimbe, in Italia nella fascia d’età 60-69 anni a non aver ricevuto neanche una dose è il 6,7% delle persone vaccinabili; tra i 70 e i 79 anni è il 5.2%; tra gli over 80 è l,8%.

L’Ema, l’ente regolatorio dell’Unione Europa per i farmaci, ha autorizzato il vaccino per la fascia 5-11 il 25 novembre 2021, ma nella maggior parte dei Paesi membri la campagna è partita a metà dicembre in attesa dell’arrivo delle dosi, che per i bambini sono ridotte. Ma per la fascia d’età più bassa il governo non ha introdotto alcun obbligo e dati acquisti fino a questo momento non sono molto incoraggianti, perché la crescita delle somministrazioni nei pazienti più piccoli negli ultimi giorni ha visto un rallentamento. Anche per i bimbi, i benefici della vaccinazione superano i rischi, che nel caso di strascichi della malattia, o Long Covid come ci si riferisce a questa circostanza, per i minori molto piccoli possono essere davvero seri. Ad oggi, secondo il governo, i bambini con più di 5 anni ad aver ricevuto almeno una dose sono 771mila e 133mila hanno completato il ciclo vaccinale. Il totale dei bambini tra i 5 e gli 11 anni guariti dalla malattia di Covid è 187.505. Dal 16 dicembre, giorno in cui gli hub vaccinali sono stati aperti anche ai bimbi, in termini assoluti la media di somministrazioni giornaliere è sempre stata in salita. Ma in questi giorni, come mostra ancora il grafico di Lorenzo Ruffino di YouTrend, si assiste a una riduzione delle somministrazioni. In data 14 gennaio, le inoculazioni medie giornaliere sono state inferiori a 35mila, il picco era stato toccato intorno al 10 gennaio, quando si era andati molto oltre le 35mila somministrazioni. Nella fascia d’età 5-11 anni, la percentuale di bambini italiani vaccinati con una dose è pari al 21,6%, secondo i dati ufficiali del governo, su una platea di oltre 3milioni e 600mila. Per la Fondazione Gimbe, i bimbi in quella fascia d’età ad aver ricevuto una dose sono il 16%, quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose sono il 3%. Ma quasi l’80% dei bambini italiani tra i 5 e gli 11 anni non è ancora vaccinato. In Campania, i bimbi che non hanno ricevuto neanche la prima dose sono l’83,5%, secondo il grafico elaborato da Il Sole 24Ore. Per spingere i genitori a immunizzare anche i più piccoli la regione Toscana ha fatto sapere che a partire dal 14 gennaio e fino al 31 sarà ampliata l’offerta di vaccini anti-Covid destinata ai bambini nella fascia di età 5-11 anni con oltre 20mila posti liberi sul portale regionale per la prenotazione dei vaccini. Gli oltre 20mila posti disponibili si aggiungono alle 33.556 prenotazioni già fatte per i prossimi giorni e alle 46.242 somministrazioni già effettuate, di cui 39.224 prime dosi e 7.018 cicli completi (vale a dire entrambe le dosi), sempre nella fascia d’età 5-11. «Abbiamo deciso di ampliare la disponibilità di vaccini pediatrici per dare un’ulteriore accelerazione alla campagna vaccinale in questa fascia di età – ha spiegato l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini – Garantire una maggiore copertura vaccinale dei più piccoli è il modo migliore per tutelare la loro salute, a partire dai più vulnerabili. Il vaccino resta infatti il principale strumento per tutelare la salute individuale e collettiva e favorire anche la frequenza scolastica in presenza dei ragazzi, in sicurezza».

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