I 1.400 studenti ci sono, ma le aule in cui rientrare dopo l’Epifania ancora no. Accade a Giugliano, dove gli alunni dell’istituto superiore G. Marconi sono sprovvisti di una struttura dove recarsi per imparare e studiare. Una situazione che va avanti ormai da settembre, quando l’istituto tecnico e professionale di via Basile ha chiuso per essere ristrutturata, e che studenti e genitori non possono più tollerare. Il dito è puntato contro la Città Metropolitana e il Comune, da cui si aspettano il rispetto delle promesse fatte, e finora disattese, ma soprattutto una soluzione che non sia quella di far seguire le lezioni ospiati negli altri quattro istituti di Giugliano nelle ore pomeridiane. E annunciano, in caso di mancanza di certezze nei prossimi giorni, manifestazioni di protesta. I lavori di cui necessita il Marconi andranno avanti per almeno un paio di anni. Agli studenti era stato detto che al rientro dopo le vacanze natalizie i loso risagi sarebbero terminati perchè avrebbero avuto a disposizione delle sedi provvisorie. A dicembre scorso, anche per sollecitare maggiore attenzione sulla scuola, si è tenuto l’open day in piazza. Ma proprio l’altro giorno la Città metropolitana ha fatto sapere che ci sarà un rinvio di due settimane. Ciò è dovuto a un ritardo nel completamento dell’iter per la sottoscrizione del contratto di fitto di un altro edificio, le cui dimensioni non sembrano poi poter soddisfare le esigenze della scuola, tra le aule per le lezioni e i laboratori necessari agli indirizzi professionali del Marconi. Una notizia che ha scatenato il malumore tra gli studenti, che oggi hanno affisso dinanzi alla sede di via Marconi degli striscioni. I ragazzi e le loro famiglie evidenziano che a Giugliano ci sono delle strutture pubbliche che potevano essere riadattate e ricordano che lo scorso settembre il sindaco del vicino comune di Melito aveva messo a disposizione una struttura scolastica inutilizzata. Ma contro questa ipotesi ci fu una levata di scudi.

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