In Europa già oltre 35.000 vittime per il caldo, ma i dati sono ancora incompleti. In Italia i decessi potrebbero aumentare del 75%

Il bollettino di guerra delle vittime del grande caldo è difficilissimo da stilare, spesso è provvisorio e sottostimato. Eppure, la sensazione, è che questo 2026 come numero di morti per le ondate di calore si avvicinerà al 2024 quando, secondo uno studio pubblicato su Nature Medicine dal Barcelona Institute for Global Health (ISGlobal), in Europa d’estate per complicanze dovute al caldo morirono 62,700 persone, di cui circa 19mila in Italia.

Attualmente, riporta il Guardian, se si uniscono i dati per lo più incompleti di circa metà del Vecchio Continente si contano già 35 mila morti in eccesso legate alle quattro ondate di calore consecutive che hanno impattato sull’Europa. Mancano ovviamente le cifre relative alla quinta ondata, come quella iniziata ora in Italia, e restiamo sempre nel campo di bilanci altamente provvisori. Questa cifra per esempio, 35mila, non tiene conto dei decessi italiani: unisce alcuni dati nazionali di Germania, Francia e Spagna, tutti Paesi fortemente impattati dalle ondate di calore, ad altre casistiche registrate in vari singoli stati europei. Da sole Germania Francia e Spagna avrebbero già superato i 25mila decessi, ma mancano gran parte dei dati di agosto.

Fra le nazioni che stanno tentando di tenere traccia in maniera più capillare dei decessi, che riguardano va ricordato soprattutto anziani e persone vulnerabili o con malattie pregresse, c’è la Germania. Qui il bilancio provvisorio delle vittime indicato a metà agosto dall’ agenzia sanitaria pubblica Robert Koch Institute (RKI) è di oltre 14mila morti legati al caldo tra il 6 aprile e il 9 agosto di cui 9.600 persone decedute nella sola settimana dal 22 al 28 giugno. La Germania, così come la Francia e la Spagna, è uno dei Paesi che ha sperimentato (esattamente come l’Italia, per esempio in Sardegna) più giornate a oltre 40 gradi a causa della crisi del clima alimentata dalle emissioni antropiche.

Sempre i dati tedeschi aiutano a capire l’intensificazione della crisi: nel 2018, precedente record tedesco, i morti erano stati 8.900 in totale. Ora rischiano di raddoppiare. La Spagna, tra maggio e metà agosto, secondo l’Istituto di sanità Carlos III individua circa 5000 decessi attribuibili al caldo, un valore che se comprovato renderebbe il 2026 come l’anno più letale di sempre per la penisola Iberica a causa delle temperature elevate (nel 2022 i decessi furono 4.520). Numeri che forniscono una indicazione ma che non sempre rappresentano la realtà, spesso ben peggiore delle previsioni.

Buona parte dei dati vengono infatti elaborati tramite modelli che uniscono i valori delle temperature a quelle dei decessi legati all’aggravarsi di condizioni di salute compromesse, come per malattie respiratorie o cardiovascolari. Per questo, per avere un quadro più completo sul livello di decessi in Europa, probabilmente dovremmo attendere il prossimo anno. La Francia ad esempio si è sbilanciata nel parlare di – tra maggio e fine luglio – circa 7300 decessi in eccesso per varie cause possibili legate alle temperature, ma mancano i dati successivi. In Italia mancano cifre ufficiali ma dal Ministero della salute si parla di aumento dell’8% di morti legati al caldo, a luglio, nella popolazione anziana.

A macchia di leopardo, e spesso senza uniformità, altri Paesi hanno dichiarato vittime in determinati periodi: i modelli del Regno Unito indicavano tra maggio e giugno 2877 decessi; il Belgio ha parlato di un aumento del 39% della mortalità a fine giugno, ad esempio. In Polonia si stimano oltre mille morti in più, per l’ondata di calore di giugno, rispetto alla media. Prima ancora delle ondate di calore iniziate a maggio, l’OMS aveva invece parlato di mortalità cresciuta del 30% negli ultimi 20 anni a causa della crisi del clima e dell’invecchiamento della popolazione.

Di sicuro, per comprendere meglio gli effetti dell’ “assassino silenzioso”, il caldo che uccide sempre di più nell’Europa che si sta surriscaldando al doppio della velocità rispetto alla media globale, servirebbero dati univoci e inequivocabili. Per ora, in attesa di un quadro più chiaro e completo, restano le allerte: studi delle Nazioni Unite rimarcano ad esempio come il numero di persone esposte al caldo estremo stia crescendo esponenzialmente a causa dei cambiamenti climatici ovunque e “la mortalità legata al caldo per le persone di età superiore ai 65 anni è aumentata di circa l’85% tra il periodo 2000-2004 e il periodo 2017-2021”.

Un altro studio, pubblicato nel 2024 su Lancet, avvertiva poi direttamente l’Italia, paese con un alto tasso di mortalità legato alle conseguenze delle temperature elevate: spiegava che se il riscaldamento globale dovesse arrivare a +2 °C (attualmente sfioriamo il +1,6° rispetto ai livelli preindustriali), in Italia i decessi potrebbero aumentare del 75%.

Ultime notizie

Parlamento & Governo