In Messico, in queste ore, contro le alghe è scesa in campo persino la marina militare. La “guerra” in corso nel Quintana Roo è contro il sargasso: l’alga bruna, con la complicità dei mari sempre più caldi, sta sommergendo le acque turchesi come una melma marrone, i turisti sono in fuga, si temono 2 miliardi di dollari di danni e perfino la presidente del Paese è dovuta intervenire.
La proliferazione
Uno degli effetti della crisi del clima e dell’innalzamento delle temperature dei mari e dei bacini è anche questo: la fioritura e la proliferazione di alghe che — nell’estate del grande caldo — anche l’Italia sta sperimentando. Che siano spiagge, laghi o delta dei fiumi i colori cristallini lasciano spazio così a verde, giallo e marrone. Alcune alghe, come l’Ostreopsis ovata — negli ultimi 20 anni sempre più presente in Italia — sono tossiche e potenzialmente pericolose per la salute, altre possono invece impattare sugli equilibri degli ecosistemi, privare di ossigeno gli ambienti fluviali, oppure rovinare le vacanze a turisti. Nelle ultime settimane, dalla Puglia alla Toscana sino al Lazio, si sono moltiplicati i bollini rossi e i divieti di balneazione proprio a causa della Ostreopsis ovata. Piccolissima, presente sui fondali e difficilmente identificabile, le sue fioriture si formano dove c’è poco movimento: con mareggiate e onde risalgono poi in superficie e noi corriamo il rischio di respirarle.
Le patologie
Può portare a diverse patologie respiratorie, febbre, nausea, congiuntivite. Quando le cellule nella colonna d’acqua superano i valori limite scattano i temporanei divieti di balneazione. La Puglia è una delle regioni più colpite: anche quest’anno ci sono state almeno quattro località da bollino rosso, soprattutto al largo di Molfetta e Giovinazzo. Come ricorda Nicola Ungaro di Arpa Puglia “non è vietato stare sulla costa o farsi il bagno, ma bisogna stare un po’ più attenti in particolari circostanze”, per esempio quando il “mare è mosso”. Ma il divieto di balneazione, poi rientrato, è scattato anche in Lazio, a Santa Marinella, in Sicilia nel palermitano, a Marina di Pisa o a Genova, a Quinto Bagnara.
Le varie alghe
In Liguria è stata registrata anche la Pyramimonas: non è tossica ma è fastidiosa per i bagnanti perché tende a colorare gli specchi d’acqua di verde. Nel Levante sono state rilevate concentrazioni elevate con 46 milioni di cellule per litro d’acqua. Lo stesso vale per il Golfo di Lamezia Terme a San Giorgello e Colamaio.
In altri casi, a colorare alcuni punti di mare a est di Genova, è stato il dinoflagellato Alexandrium cfr taylori che generalmente rende le acque gialle. Nel frattempo, certifica uno studio internazionale, nel golfo triestino di Miramare è stata accertata la presenza di Caulerpa cylindracea, specie aliena invasiva proveniente dall’Australia. Avvistata nel 2022, ora l’alga a grappoli si è “insediata stabilmente”. Anche lontano dai mari però le alghe stanno prendendo il sopravvento.
La situazione nei fiumi
Un caso emblematico è il Po: nel torinese, quest’estate, alcuni tratti del Grande Fiume appaiono come un’immensa distesa di melma verde. Più aumentano le temperature e i nutrienti sui fondali, più i fiumi si ricoprono sia di alghe autoctone sia di quelle aliene come l’asiatica Elodea nuttallii o il Myriophyllum aquaticum. Nella zona di Talamone, in Maremma, il nemico è invece l’alga Cladophora vagabunda che sta abbassando il livello di ossigeno dei fiumi, mentre nel Padovano la task force dei comuni è contro le alghe che ostruiscono i canali. Le condizioni non cambiano nemmeno sui grandi laghi. Ad Alpago è scattato il divieto di balneazione per il lago di Santa Croce: troppo rischioso nuotare con tutte quelle alghe. Anche il lago di Misurina è in sofferenza per i bassi livelli delle acque e alghe che emanano cattivi odori. Peggio ancora sul Lago di Iseo: finora, sono state addirittura già rimosse oltre 1.000 tonnellate di alghe.





