”Il ‘proscioglimento’ di Giuseppe Narducci, ex pm a Napoli e ora assessore nella giunta del sindaco De Magistris, da parte dei probiviri dell’Anm non può che rallegrarci ma stupisce non poco la motivazione che sembra far riferimento, tra l’altro, alla circostanza che l’incarico assunto non abbia negativamente inciso sul prestigio dell’ordine giudiziario”.

Cosi’ l’Unione delle camere penali commenta la decisione presa due giorni fa dal sindacato delle toghe. ”Giusto per ristabilire la verità dei fatti – proseguono i penalisti – occorre ricordare che all’indomani della notizia della ‘discesa in campo’ del dottor Narducci fu lo stesso presidente dell’Anm che sottolinea, senza troppi giri di parole, che la nomina appariva non solo ‘inopportuna’ ma per di più in violazione dell’art. 8 del codice deontologico dei magistrati”. ”E non solo: gli fece immediatamente eco il vicepresidente del Csm Michele Vietti dichiarando che lo stesso Csm aveva in più occasioni ribadito la propria assoluta contrarietà a che i magistrati assumessero incarichi amministrativi, soprattutto dove hanno esercitato l’attività giudiziaria, perch‚ questo rischiava di minare la ‘neutralita’ della giurisdizione”, aggiungono i penalisti. ”I due massimi vertici dell’ordine giudiziario, l’uno quale sindacato di categoria, l’altro in veste istituzionale, manifestarono in modo aperto ed esplicito il proprio disappunto – conclude l’Ucpi – per una scelta che, ai loro occhi, appariva dannosa proprio per l’ordine giudiziario perch‚ ne comprometteva l’immagine di imparzialità e indipendenza. Delle due l’una: o costoro parlavano a titolo personale oppure ‘il Giudice non si è letto le carte”’.

 

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