Narcomafie, i tentacoli della Piovra su Enti Locali

“Nelle province di Caltanissetta e Napoli – segnala il mensile del gruppo Abele – circa un cittadino su quattro e’ stato amministrato da un consiglio e da una giunta che lo Stato ha ritenuto essere stata condizionata o comunque condizionabile dalle mafie”.

In altre importanti province meridionali come Catanzaro, Caserta, Trapani, Agrigento e Reggio Calabria, il valore oscilla tra 1 su 4 e 1 su 5. Resta ancora aperto il ‘caso Fondi’ dove il mancato scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, come rileva ‘Narcomafie’, “ha lasciato aperta la questione legalita’ in un territorio occupato dalle mafie”. Non sono solo i comuni ad essere a rischio scioglimento per la normativa in vigore. La legge del 1991, come fa notare l’inchiesta, consente di azzerare per mafia anche aziende speciali di comuni e province, comunita’ montane, unioni di comuni. Ad oggi, pero’, gli unici enti coinvolti sono le Asl: tra queste, la prima e’ stata quella di Pomigliano d’Arco sciolta nel 2005; quindi e’ toccato alle Asp di Reggio Calabria e di Vibo Valentia.

 

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