“Ecce veritas”, per dirla in latino. Ecco la verità: Raffaele Bove, presentato pubblicamente come il candidato dei 5 Stelle alle comunali di Cesa, in realtà non è stato autorizzato dal partito di Giuseppe Conte a presentarsi a nome del Movimento. I francesi affermerebbero “Voilà la verité”. Raffaele Bencivegna, Valerio Villano e i rimasugli di un gruppo dirigente senza voti e presa sociale hanno mentito per ben 4 mesi ai cittadini (foto in basso). È stata una grande bugia raccontare agli elettori che Bove fosse il rappresentante dei pentastellati nella lista Solo Cose Belle, capitanata dal sindaco Pd Enzo Guida, rieletto con una vittoria prorompente sul rivale Giuseppe Fiorillo, timoniere di Cesa in Comune. “Here’s the truth”, direbbero gli inglesi. La verità è che i vertici provinciali del M5S non hanno “flaggato” il nominativo di Bove tra quelli in corsa alle elezioni di Cesa. Non è stata una candidatura in quota 5 Stelle, insomma.

L’ IMBROGLIO DI BENCIVENGA E VILLANO
Farlo passare per un pentastellato doc è stato il grande imbroglio propinato alla gente da Bencivenga, Villano e company. Una strategia politicamente vergognosa per ottenere i voti della galassia a 5 Stelle e una grave violazione delle regole statutarie del partito. Le direttive interne del M5S prevedono che le candidature alle comunali debbano avere la certificazione e il via libera degli organi superiori. Bove non ha mai ottenuto il lasciapassare del partito. Lo sapeva lui e lo sapevano Bencivenga e Villano. Eppure hanno utilizzato il treno del Movimento nella speranza di raccattare consensi nell’elettorato pentastellato. Tentativo peraltro miseramente fallito. Bove infatti si è piazzato all’ultimo posto della lista Solo Cose Belle con appena 157 preferenze.

BOVE NON ERA ESPRESSIONE DEL M5S
A una settimana dal voto la “veritas” viene a galla. A svelare l’inganno è il deputato Agostino Santillo. “Il Movimento 5 Stelle non ha autorizzato alcun candidato all’utilizzo del logo alle ultime elezioni comunali a Cesa”, ha dichiarato a Italia Notizie il numero uno del M5S in provincia di Caserta. La voce dell’onorevole Santillo è tra le più autorevoli del partito di Conte anche perché dal dicembre 2023 è componente del Comitato per i Rapporti Territoriali. Sul piano politico-istituzionale parliamo di uno dei big dei 5 Stelle. È vicepresidente della commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici, segretario della commissione per la Semplificazione e componente della commissione di inchiesta sul Rischio Idrogeologico e Sismico. È inoltre in ottimi rapporti con il “ledex maximo” Conte.

COLPO AL VOLTO DEI DIRIGENTI LOCALI
Ed ecco che la “verité” di Santillo demolisce il muro delle menzogne eretto per oltre 4 mesi dal duo Bencivenga-Villano. La verità pura e semplice è che il M5S non ha autorizzato i vertici locali a inserire nomi pentastellati nella lista di Guida. I 5 Stelle non avevano candidati in campo. Un ceffone politico ai dirigenti locali. Che, a questo punto, non si sa neppure se siano davvero rappresentanti ufficiali del M5S o millantatori. Ma sulle comunali non ci sono dubbi. Non a caso, in riferimento a un articolo di Italia Notizie sull’esito delle urne, in cui abbiamo attribuito il 4% dei voti ai pentastellati, Santillo rimarca che “qualsiasi ricostruzione di risultato elettorale avuto dal M5S a Cesa è destituita di fondamento”, ma non perché abbiamo sbagliato i calcoli, ma semplicemente “perché i 5 Stelle – osserva il deputato – non avevano candidati nella lista Solo Cose Belle”.

SIMBOLO E NUOVA STAGIONE A 5 STELLE
Sulla base delle dichiarazioni di un rappresentante politico-istituzionale autorevole come l’onorevole Santillo ci sorge il legittimo dubbio che il simbolo del M5S sia stato utilizzato in modo improprio da parte di Bencivenga e Villano. Sarebbe un’altra verità da scoprire. Ma in tutta onestà cambierebbe poco o nulla. Com’era scontato che fosse il duo, tutto chiacchiere e post Fb, è già stato clamorosamente bocciato dai cittadini. L’intervento chiarificatore dell’onorevole Santillo basta e avanza per capire che a Cesa i 5 Stelle devono ripartire da zero se vogliono riconnettersi con la collettività. E soprattutto devono puntare su altre persone, in primis su gente come Amelia Bortone che con 401 preferenze non è stata eletta per un solo voto, e come Paola Verde che nonostante una candidatura all’ultimo secondo ha raccolto comunque 237 consensi. Con Santillo il partito è in ottime mani. Il deputato saprà imprimere una svolta a livello locale. Oggi i 5 Stelle di Cesa sono in coma profonda per colpa di dirigenti inadeguati e votati al consociativismo con il Pd. Bisogna cambiare quanto prima pagina. E puntare su uomini e donne all’altezza del compito. Soprattutto al di sopra di ogni sospetto.
Mario De Michele
LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA A CESA






