Traffico di farmaci rubati: incastrato broker, è un ex informatore scientifico casertano

Ernesto Pensilino, ex informatore scientifico di Caserta, per la Procura di Bologna era al centro del «mercato nero» dei medicinali terapici rubati e riveduti a prezzi ridotti, sottobanco, nelle farmacie. Ma per arrivare a Genova o a Bergamo, i flaconi con i prodotti rubati al Sud risalivano lo stivale e sforavano i confini. All’estero, dove la loro vendita è legale anche al banco, venivano inseriti in aziende-fantasma per poi tornare in Italia ed essere reimesse nel circuito commerciale. Un’organizzazione perfetta con la testa al Nord e gli arti al Sud. L’accusa che viene mossa dai magistrati di Bologna, nell’operazione dei carabinieri e del Nas di Ferrara chiamata «Caduceo», a Pensilino, è quella di aver condotto un’opera di intermediazione tra la «testa» e gli «arti». Per la procura di Bologna, metteva in contatto i rappresentanti delle case farmaceutiche con le farmacie di Genova e di Bergamo. E non è un caso se sette farmacie ieri sono state perquisite dai carabinieri del comando Provinciale di Ferrara. In manette, però, oltre a Pensilino, difeso dal legale Vittorio Giaquinto, sono finite altre 14 persone (due sono ancora ricercate) molte di origine campana che, a vario titolo, facevano parte dell’organizzazione criminale. E così, si spiega il mistero dei furti di medicine per la cura del cancro nell’ospedale di Caserta, di Marcianise e di Maddaloni.

 

 

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