Avrebbe compiuto tra poche settimane 80 anni Arturo Graziano, ritenuto il boss irpino dell’omonimo clan camorristico di Quindici, deceduto questa mattina in ospedale a Nola dopo l’ennesimo ricovero a causa delle gravi patologie di cui soffriva da tempo. Dopo sette anni di carcere duro al 41 bis nel penitenziario milanese di Opera dove ha scontato una condanna definitiva per associazione a delinquere di stampo camorristico, nel 2015 Graziano era tornato in libertà vigilata nella sua villa bunker nella frazione Bosagro di Quindici. Il capo della famiglia Graziano, protagonista della faida con quella dei Cava che per decenni ha insanguinato il Vallo di Lauro, era stato ricoverato più volte negli ultimi anni a causa dei suoi problemi di salute. Il suo avvocato, Raffaele Bizzarro, alcuni giorni fa, aveva presentato al magistrato di sorveglianza una istanza per riesaminare la pericolosità sociale di Arturo Graziano soprattutto alla luce di condizioni di salute ormai giunte allo stremo con la richiesta di sospendere la misura della libertà vigilata a cui era tuttora sottoposto.
Contromano
Aversa nel guado, c’è chi pensa all’uovo oggi e chi alla gallina domani
di Mario De Michele
A prima vista e numeri alla mano l’approvazione del bilancio di previsione 2026 è un segno di salute e stabilità. Se...
News
FOTO Cesa, sosta selvaggia in via Marini: auto sui marciapiedi e davanti alle case dei residenti. Occupati gli stalli per i disabili
Auto parcheggiate sui marciapiedi, negli stalli riservati ai disabili e in divieto di sosta. Via Marini a Cesa, strada di accesso alla città, è...












