Nei mesi scorsi hanno cominciato a collaborare con i magistrati, poi hanno chiesto di patteggiare la pena. Il primo a iniziare a parlare è stato “Lello il sensitivo”, questo il nome di Raffaele Guida per chi seguiva in tv il cartomante. Dopo l’ex sindaco di Sorrento Massimo Coppola ha ammesso la presenza di un giro di tangenti. Le loro ricostruzioni arrivano a confermare l’esistenza di un “Sistema Sorrento”, svelato già dagli investigatori nel maggio 2024, quando Coppola fu scoperto mentre intascava una mazzetta. Non un caso singolo. Piuttosto un meccanismo, al quale partecipavano dirigenti e funzionari comunali, che serviva a pilotare gli appalti.
Martedì è fissata l’udienza conclusiva, che dovrebbe chiudere il capitolo della tangentopoli sorrentina. La Procura ha chiesto una condanna a 5 anni per il politico. Stessa pena anche per il suo uomo di fiducia. Questa la richiesta della Procura di Torre Annunziata venerdì scorso. Chiesta a Coppola, tramite i suoi avvocati, anche la restituzione dei soldi intascati che la Procura quantifica in 205 mila euro. Una somma che gli è stata sequestrata in seguito a un ultimo sviluppo investigativo a metà maggio. Mentre a Guida la Guardia di finanza ha già sequestrato 170 mila euro, trovati in un biliardo di casa sua il giorno dell’arresto.
Ora la parola in aula passerà alla giudice Maria Ausilia Sabatino, che dovrà decidere se ratificare o meno il patteggiamento. Tra pochi giorni arriva a conclusione così il processo iniziato con la richiesta di rinvio a giudizio in seguito al primo filone dell’inchiesta sul giro di corruzione per gli appalti a Sorrento. Coppola e Guida, ai domiciliari fuori regione, il politico si trova a Valmontone da settembre, dopo l’arresto hanno deciso di collaborare rivelando il sistema di mazzette sulla ristrutturazione del teatro Tasso, sull’illuminazione pubblica, sugli interventi al Parco Ibsen e su alcuni progetti finanziati con il Pnrr. La decisione tra due giorni.






