“L’Europa non è più sull’orlo del baratro. Elementi di stabilizzazione della situazione finanziaria nel mondo e in Europa sono attivi”. Così il presidente francese Nicolas Sarkozy in un’intervista in diretta a otto emittenti televisive quando mancano meno di tre mesi dalle elezioni presidenziali del 22 aprile.

Nella sua analisi della crisi, il capo dell’Eliseo ha parole di apprezzamento per l’operato del governo italiano e sottolinea che il presidente del Consiglio Mario Monti “ha adottato misure forti e giuste”. Sarkozy annuncia poi una serie di provvedimenti fiscali, mirati a finanziare lo stato sociale in questa fase di crisi economica. Dal primo ottobre prossimo un aumento dell’1,6% porterà l’Iva al 21,2% per compensare i 13 miliardi di euro di riduzioni degli oneri sociali versati dalle aziende per i dipendenti, che hanno lo scopo di allineare la competitività a quella delle imprese tedesche. Aumenterà anche la tassa CSG (contributo per l’assistenza pubblica) con esonero per i lavoratori dipendenti. Da agosto verrà inoltre introdotta un’imposta dello 0,1% sulle rendite finanziarie, per “dare un colpo forte” e indurre altri Paesi europei a fare altrettanto. “Il mondo è in tempesta da tre anni perché la finanza senza regole si è comportata in modo folle è normale che ora la finanza partecipi al rimborso dei deficit”, afferma il capo dell’Eliseo parlando della tassa sulle rendite finanziarie, guardata con ostilità o riluttanza da molti leader europei. Contro il prelievo si è schierata esplicitamente la Gran Bretagna (il primo mercato finanziario europeo e il secondo del mondo), favorevoli in principio ma più cauti nell’effettiva adozione, Germania e Italia (giovedì tre disegni di legge su questo argomento saranno esaminati in commissione 1 al Montecitorio). Il nodo è che la Tobin Tax per essere efficace dovrebbe essere adottata da tutto il mondo. In caso contrario i capitali si limiterebbero a spostarsi su altre piazze dove il prelievo non viene applicato. Tra le misure annunciate dal presidente francese c’è anche la possibilità per i prossimi tre anni di aumentare del 30% il volume degli immobili. Una decisione che risponde alla proposta del candidato socialista alle presidenziali François Hollande di rilanciare la costruzione di case popolari. Dal mese prossimo verrà poi creata una “banca dell’industria” che avrà una dotazione di un miliardo di euro di fondi propri destinati alle piccole e medie imprese. Infine Sarkozy formalizza la sua ricandidatura all’Eliseo, dicendosi determinato a “non sfuggire il suo appuntamento con la Francia”. Pur nella consapevolezza che i sondaggi lo danno dietro al socialista Hollande.

 

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