Napoli: due chiamate al 118 ma la prima volta non lo ricoverano, muore in ospedale. Sporta denuncia

Chiama il 118 per un attacco febbrile, i sanitari arrivano a domicilio e lo rassicurano. Ma le sue condizioni di aggravano,e dopo poche ore viene richiamato il 118: stavolta il malato viene condotto in ospedale, al San Giovanni Bosco, dove muore in serata. La vicenda è oggetto di una denuncia presentata dai familiari della vittima – Luigi Ruotolo, 42 anni – ai carabinieri della compagnia Napoli Stella. Assistita dagli avvocati Angelo e Sergio Pisani, la sorella di Luigi spiega che la mattina di venerdì scorso, 6 marzo, l’ uomo aveva cominciato ad accusare malori e dolori diffusi. Di qui la prima chiamata al 118. “Intervenuti a casa di Luigi, i sanitari dichiaravano ai familiari che si trattava di una normale febbre a 38, come indicato dal termometro chiesto in prestito alla madre, e andavano via senza approfondire e garantire altre cure. Le stesse che invece dopo qualche ora si sono rese sempre più urgenti, tanto che, richiamato sul posto, il 118 trasportava il ragazzo morente al San Giovanni Bosco, dove la sera stessa ha cessato di vivere”, ricordano gli avvocati. “Trattamenti sanitari come quello riservato al povero Luigi – afferma Angelo Pisani – rappresentano una aperta dei diritti più elementari, come quello alla tutela della salute. Ora si dovranno eseguire accurate indagini al fine di identificare i responsabili di una simile tragedia”.


 

 

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