Napoli, già 14 vittime della strada nel 2026. Comitati e associazioni: “Nessuno rispetta dossi e strisce”

Rebecca Pepe è stata investita non distante dal punto dell’incidente costato la vita al 17enne Domenico Cirillo un anno e mezzo fa. Qualche ora dopo il suo decesso, avvenuto ieri dopo cinque giorni di cure, attesa e speranza, in serata un uomo di 64 anni ha perso la vita in via Marina: era a bordo di un bici a pedalata assistita quando è stato investito fatalmente da una moto guidata da un ventitreenne. Le vittime della strada a Napoli salgono a 14 da inizio 2026.

Ma torniamo alla dolorosa vicenda di Rebecca, morta durante la sua vacanza a Napoli mentre attraversava la strada in una delle tappe obbligate per ogni turista che visiti la città, il lungomare. «Non è un problema di viale Dohrn, ma di responsabilità di chi guida», sostiene Ernesto Cirillo che assieme alla moglie Paola ha costituito una fondazione intitolata al figlio per impegnarsi in attività dedicate ai giovani e all’educazione stradale. «L’auto che ha travolto Domenico – ricorda Ernesto – viaggiava a 130 chilometri orari e l’impatto è avvenuto a 96 all’ora».

Al volante, un 19enne che non poteva per legge guidare una Mini Cooper di quella potenza. «Non si può perdere un figlio in questo modo – continua Cirillo – per questo siamo pronti a dare la nostra vicinanza ai genitori di Rebecca, così come noi abbiamo avuto solidarietà da amici e da tanti sconosciuti. Va compreso, però, che gli incidenti non sono fatalità, ma frutto di responsabilità precise, nel 95 per cento dei casi dovute all’uso dello smartphone, alla velocità o all’abuso di alcol e droghe. Non bastano dossi e strisce se poi non vengono rispettati, bisogna lavorare sull’educazione stradale per salvare vite. Non ultimo, è al vaglio dell’Ue di imporre il riduttore di velocità nelle auto: non è possibile che questo sia un optional che si può disattivare».

Il Comune è intervenuto quattro anni fa con attraversamenti rialzati e il rifacimento della segnaletica in viale Dohrn, dove vige il limite di 30 all’ora. «C’è un tema di comportamenti e di condotte irresponsabili alla guida – evidenzia l’assessore alla polizia municipale, Antonio De Iesu – Da parte dell’amministrazione c’è il massimo impegno per garantire la sicurezza sulle strade cittadine e a fare sempre di più con nuovi dossi, una stretta già in corso sui controlli con ritiro della patente per chi guida con lo smartphone, mentre sono disponibili le risorse per acquistare quattro autovelox mobili per monitorare strade a maggiore rischio come il corso Vittorio Emanuele, corso Garibaldi e, appunto, vale Dohrn».

Alla Bicycle House in Galleria Principe, per il via al “Campania Bike forum”, è stato osservato un minuto di silenzio per Rebecca: «C’è la responsabilità di chi guida, viola il codice delle strada e causa tragedie», afferma Luca Simeone di Napoli Bike Festival, che però chiama in causa anche «la responsabilità dell’istituzione cittadina quando nello stesso luogo (viale Dohrn), nella stessa modalità si muore alla stessa maniera».

 

Ultime notizie

Parlamento & Governo