“Tanti verranno a Pesaro per incontrarvi, per conoscere il vostro patrimonio storico-artistico. E’ una conseguenza di quella circolarità della cultura che non sopporta restrizioni o confini, che pretende il rispetto delle opzioni di ogni cittadino, che respinge la pretesa, di pubblici poteri o di grandi corporazioni, di indirizzare le sensibilità verso il monopolio di un pensiero unico. Se la cultura è sapere, creatività, emozione, passione, sentimento, ebbene, è il presupposto delle nostre libertà, inclusa quella di stare insieme”. Così Sergio Mattarella, all’inaugurazione di Pesaro capitale italiana della cultura 2024. “Attraversiamo una stagione difficile, per molti aspetti drammatica, in cui l’uomo sembra, ostinatamente, proteso a distruggere quel che ha costruito, a vilipendere la propria stessa dignità. Le guerre che si combattono ai confini dell’Europa ci riguardano”, ha aggiunto Mattarella. “Non solo perché il vento delle morti, delle distruzioni, degli odi percorre le distanze più rapidamente di quanto non facciano le armi e incide sulle nostre esistenze, sulle nostre economie e sulle nostre coscienze”. Ma “perché l’Europa, ha iscritto la parola pace nella sua identità”. Questo richiama “alla responsabilità i governanti”. “E’ la cultura espressa in tutti i questi luoghi, con le sue diverse sensibilità e la sua irriducibilità a pretesi stereotipi, a essere alla base di tutto questo. La cultura, libera da ogni ideologia, mai separata dalla vita quotidiana e dall’insieme dei diritti e dei doveri scanditi dalla Costituzione. Diritti e doveri che ci rendono e ci fanno sentire partecipi della comunità nazionale, cui conferiamo vita con le nostre diversità”, ha detto Mattarella. Il presidente ha continuato: “Quella cultura che, proprio per la natura dei processi storici che hanno caratterizzato il progressivo divenire dell’Italia, è fatta di rapporti con i Paesi vicini, con gli altri popoli, con le aspirazioni proprie alla dimensione europea. La cultura delle cento Corti, dei Comuni autonomi, dei tanti mecenati che hanno dato vita all’impareggiabile patrimonio culturale che oggi l’Italia offre al mondo. Una civiltà fondata sull’umanesimo, che parla al mondo essendo riuscita a porre alle proprie fondamenta la dignità e la libertà della persona, l’uguaglianza dei diritti, la partecipazione solidale al bene comune”. Dal patrimonio culturale, “dalla civiltà che ne è derivata, viene un appello alla responsabilità”, ha detto Mattarella. “Responsabilità – ha aggiunto – di capitalizzare il valore della libertà della cultura oggi e per l’avvenire, insieme alla consapevolezza che si tratta di un patrimonio indivisibile per tutta l’umanità”. Circa 8mila persone, tra cui 2mila studenti di 40 scuole, hanno salutato con una ovazione il Capo dello Stato prima della cerimonia che dà il via agli oltre mille eventi che si terranno nel corso dell’anno nei 50 Comuni della provincia, ognuno protagonista con il progetto “50×50 Capitali al quadrato” .

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