Il comandante del porto di Pozzuoli, tenente di vascello Agostino Galati, ha firmato un’ordinanza che, revocando la prima chiusura, dispone da oggi la ripresa del traffico marittimo. Lo stop era avvenuto in seguito alla forte scossa di terremoto che, ieri sera, aveva fatto aprire vistose lesioni nel cemento delle banchine. “Con la firma dell’ordinanza dell’Ufficio Circondariale Marittimo, da domenica 2 agosto il porto di Pozzuoli tornerà pienamente operativo e riprenderanno regolarmente i collegamenti con Ischia e Procida. Ringrazio la Capitaneria di Porto di Pozzuoli, gli uffici regionali ed il professor Andrea Prota per il lavoro svolto e per la rapidità delle verifiche tecniche e dell’intervento”, dichiara il vicepresidente della Regione Campania, Mario Casillo.
Dopo una notte di paura è il momento di fare la conta dei danni a Pozzuoli, da ventiquattro ore alle prese con uno sciame sismico che ha fatto registrare oltre 170 scosse, a partire da quella delle 19.46 di venerdì, di magnitudo 4.7, la più forte degli ultimi quaranta anni. Ventisei il computo finale dei feriti. In cinque sono ancora in ospedale, di questi due i ricoverati in codice rosso. Nessuno è in pericolo di vita, per loro traumi e fratture. Trecento gli sfollati, un numero destinato a salire nelle prossime ore.
Le scosse di terremoto nell’area dei Campi Flegrei hanno provocato il crollo parziale di un lato del campanile della Chiesa di San Francesco e Sant’Antonio da Padova a Pozzuoli, già molto compromessa e completamente inagibile, dove erano in corso interventi di restauro da parte della Soprintendenza ABAP per la città metropolitana di Napoli. Non ci sono stati feriti né danni agli edifici circostanti.
Come si legge in una nota del ministero della Cultura, la chiesa era stata inserita nel programma PNRR per la messa in sicurezza dei luoghi di culto. A dicembre 2025 è stata realizzata la messa in sicurezza della facciata, mentre a marzo 2026 sono iniziati i lavori di consolidamento, interventi che hanno consentito di limitare i danni. I tecnici della Soprintendenza sono al lavoro per pianificare l’intervento di ricostruzione delle parti compromesse e il completamento dell’intervento di consolidamento e anche il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, sta seguendo l’evoluzione nell’area dei Campi Flegrei con la massima attenzione.”I tecnici del MiC – prosegue la nota del ministero – hanno già individuato gli interventi di messa in sicurezza delle situazioni di maggiori fragilità nel territorio flegreo che trovano copertura con risorse del Dipartimento per la tutela dei beni culturali”.





