Il comitato dei ministri del Consiglio d’Europa “nota con preoccupazione” che i dati forniti da Roma “mostrano una persistente alta percentuale di procedimenti per violenza domestica e sessuale archiviati nella fase delle indagini preliminari, un uso limitato degli ordini di protezione e un tasso significativo di violazione degli stessi”. L’inquietudine è espressa nella decisione che l’esecutivo dell’organizzazione ha preso dopo aver esaminato le misure prese dall’Italia per risolvere i problemi che hanno condotto la Corte europea dei diritti umani a condannare più volte l’Italia a causa della “risposta inefficace” alle denunce.

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