Per Sant’Arpino e Succivo è finita la pacchia. I due Comuni dovranno confrontarsi con Orta di Atella, la terza gamba del tavolo di partenariato sul trasferimento del Museo archeologico dell’Agro Atellano nell’ex Municipio di Atella. Finora c’è stata poca attenzione sull’importante progetto a causa dell’instabilità politica nella città atellana alle prese con una serie quasi interminabile di scioglimenti anticipati dell’amministrazione comunale. Oggi la musica è cambiata. Per merito del nuovo sindaco Antonino Santillo? Macché. A porre l’accento sul ruolo di Orta di Atella sono state le forze politiche di maggioranza. Che, legittimamente, esigono il giusto risalto alla luce del 46,32% delle quote detenute. Il progetto di circa 5 milioni di euro è partito molti anni fa. In questi giorni si sta entrando nella fase operativa. I Comuni di Sant’Arpino e Succivo hanno già approvato lo schema di accordo e gli altri atti necessari. Quello di Orta di Atella ha chiesto tempo. Per adesso è rimasta lettera morta la richiesta del Ministero della Cultura di chiudere l’iter burocratico. La coalizione che sostiene Santillo non vuole mettere il bastone tra le ruote. Ma esige di giocare un ruolo da protagonista sul piano gestionale. In questo senso reputa opportuno rivedere gli accordi siglati dai commissari prefettizi e straordinari che si sono succeduti negli ultimi anni alla guida dell’amministrazione comunale ortese. Solo dopo una rideterminazione equa delle competenze e delle responsabilità Santillo e company daranno al progetto il via libera in assise. La maggioranza consiliare ortese inoltre teme che i soliti noti, sempre affamati (la storia insegna) quando si tratta di pappare soldi pubblici, trasformino un’importante occasione di crescita culturale e valorizzazione storica in un redditizio affare privato. Al piano terra dello stabile sorgerà una buvette. Due famigerati fratelli già c’hanno messo gli occhi addosso. Quando si tratta di soldi hanno un fiuto infallibile. Il segugio gli fa un baffo. A entrambi.

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