Inaugurata a Napoli una ricca mostra documentaria per raccontare la storia di una delle canzoni più conosciute al mondo. Ospitata al Trianon, il teatro della canzone napoletana, si intitola ”Surriento&Surrender. La storia internazionale di Torna a Surriento” ed è dedicata al celebre brano dei fratelli Giambattista ed Ernesto De Curtis.

Prodotta dal teatro Trianon in collaborazione con la fondazione Bideri, con la direzione artistica di Federico Vacalebre e le ricerche di archivio e l’organizzazione di Antonio De Guglielmo, la mostra mette insieme oltre duecento documenti, che, divisi tra autografi, spartiti d’epoca, 78 giri e memorabilia varie, tracciano la straordinaria diffusione di Torna a Surriento, dal 1902, anno della visita del presidente del Consiglio Zanardelli a Sorrento – che una leggenda consolidatasi nel tempo vorrebbe all’origine della canzone – al 2012, anno in cui Noa ed Eugenio Finardi la eseguono al Festival di Sanremo. Sotto i riflettori, tra gli altri, i due interpreti che, più degli altri, garantirono a Torna a Surriento un successo mondiale: Beniamino Gigli e Elvis Presley. Del primo sono esposte locandine di alcuni dei tanti concerti tenuti con Ernesto De Curtis negli Stati Uniti, il 78 giri con l’incisione della canzone. Di Elvis, invece, sono esposti una serie di 45 giri di Surrender, compresa una rara versione giapponese, la bozza del contratto sottoscritto dalle edizioni Bideri e la Presley music e l’entusiastico cablogramma di Jean Aberbach, il suo discografico, che il 14 marzo 1961 telegrafa per annunciare il primo posto in classifica nella top ten americana. La mostra ricorda, poi, con dischi e nastri, gli oltre 120 interpreti che, da Mario Massa a Noa, passando per Luciano Pavarotti, Quincy Jones, Frank Sinatra, Dean Martin, hanno inciso Torna a Surriento.

 

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