Lo stop di venerdi’ delle quotazioni internazionali della benzina ha giovato ben poco ai margini lordi delle compagnie sul prodotto leggero (da non confondere con i profitti in quanto comprensivi anche dei costi di filiera, tra cui la remunerazione del gestore, i costi di distribuzione e la commercializzazione), che si confermano ampiamente al di sotto della media dei tre anni precedenti.

Cio’ malgrado, nel fine settimana Eni e’ rimasta ancora una volta ferma. Fenomeno che continua a mettere in difficolta’ i brand concorrenti, che per ora si devono accontentare di micro-ritocchi. E’ il caso di Q8, che nel week end ha mollato gli ormeggi salendo di 0,5 centesimi sulla benzina e di 1,5 centesimi sul diesel. Piccoli passi in avanti anche per i prezzi praticati sul territorio. E’ il quadro che emerge dal monitoraggio di quotidianoenergia.it in un campione di stazioni di servizio rappresentativo della situazione nazionale per Check-Up Prezzi QE. A livello Paese, il prezzo medio praticato della benzina (in modalita’ servito) va oggi dall’1,608 euro/litro degli impianti Eni all’1,616 di quelli Esso e Tamoil (no-logo a 1,550). Per il diesel si passa dall’1,484 euro/litro dei punti vendita Eni all’1,493 degli impianti Shell (le no-logo a 1,400). Il Gpl, infine, si posiziona tra lo 0,715 euro/litro di Eni allo 0,725 di IP e Tamoil (no-logo a 0,710).

 

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